Decesso dopo il lifting, autopsia e verifiche sulle cartelle
🔴 Una donna di 74 anni, è morta nove mesi dopo un lifting eseguito a Perugia. La Procura indaga un chirurgo plastico e un anestesista per omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Venerdì prevista l’autopsia sul caso
Il lifting eseguito a Perugia nell’ottobre 2025
Una donna di 74 anni, residente a Città di Castello, è morta il 25 luglio, a distanza di circa nove mesi dall’intervento di chirurgia estetica al quale si era sottoposta a Perugia. La vicenda è ora al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Perugia, che ha iscritto due medici nel registro degli indagati.
La donna aveva affrontato un lifting facciale il 30 ottobre 2025, all’interno di uno studio del capoluogo umbro. Secondo quanto emerge dagli elementi disponibili, dopo l’intervento si erano manifestate complicazioni tali da rendere necessario un ricovero urgente.
Da quel momento era iniziato un lungo percorso sanitario che si è protratto per circa nove mesi. Elena Trombi non avrebbe più ripreso conoscenza fino al decesso avvenuto il 25 luglio.
Muore nove mesi dopo I trasferimenti dopo l’intervento chirurgico
Dopo l’aggravamento delle condizioni successive all’operazione, la 74enne era stata inizialmente trasferita all’ospedale di Perugia, dove era stata presa in carico dai sanitari.
Successivamente la paziente era stata trasferita all’ospedale di Città di Castello, la città nella quale risiedeva. Il percorso era poi proseguito con il trasferimento in una struttura protetta, dove la donna è rimasta fino alla morte.
La sequenza degli eventi, dall’intervento del 30 ottobre 2025 fino al decesso del 25 luglio, rappresenta uno degli aspetti che dovranno essere ricostruiti attraverso gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.
Muore nove mesi dopo Due medici iscritti nel registro degli indagati
La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’indagine che coinvolge due professionisti. Si tratta di un chirurgo plastico perugino di 65 anni e di un anestesista di 36 anni.
L’ipotesi di reato indicata nell’indagine è quella di omicidio colposo e responsabilità sanitaria. L’iscrizione dei due professionisti consentirà di svolgere gli accertamenti necessari per verificare quanto accaduto durante e dopo l’intervento e stabilire l’eventuale esistenza di responsabilità.
Secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, i due medici avrebbero operato con imprudenza e negligenza, provocando lesioni gravissime alla paziente e, successivamente, la morte avvenuta nove mesi dopo. Si tratta di contestazioni che dovranno essere verificate nell’ambito dell’inchiesta.
L’autopsia affidata ad Alessandro Santurro
Un passaggio centrale dell’indagine sarà rappresentato dall’esame autoptico, dal quale la Procura punta a ottenere elementi utili per chiarire le cause della morte e ricostruire il quadro clinico della paziente.
L’incarico è stato conferito ad Alessandro Santurro dell’Università di Salerno, consulente chiamato a svolgere l’autopsia prevista per venerdì. L’esame dovrà fornire elementi medico-legali da mettere in relazione con quanto avvenuto dopo l’intervento di chirurgia estetica.
Particolare attenzione sarà rivolta alla possibile relazione tra le conseguenze registrate dopo il lifting e il decesso della 74enne, sopraggiunto a distanza di nove mesi.
Gli accertamenti sulle cartelle cliniche
Oltre ai risultati dell’autopsia, saranno fondamentali le verifiche sulla documentazione sanitaria relativa a Elena Trombi. Le cartelle cliniche dovranno consentire agli investigatori e ai consulenti di ricostruire le condizioni della paziente nei diversi momenti del percorso assistenziale.
L’analisi riguarderà quindi la fase dell’intervento eseguito a Perugia, il successivo ricovero urgente e i trasferimenti nelle diverse strutture sanitarie che hanno assistito la donna.
La documentazione potrà essere confrontata con gli esiti dell’esame autoptico per ricostruire, sotto il profilo medico e temporale, l’evoluzione delle condizioni della paziente dal 30 ottobre 2025 al 25 luglio.
L’inchiesta della Procura di Perugia dovrà quindi accertare le circostanze dell’intervento, le cause delle gravissime conseguenze riportate dalla donna e l’eventuale collegamento con il successivo decesso, verificando le responsabilità ipotizzate nei confronti dei due professionisti indagati.

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