Morto Francesco Mandarini, ex presidente della Regione Umbria
La morte di Francesco Mandarini è motivo di profonda tristezza per Umbria Jazz. Se ne è andato un vecchio amico del festival, ma non solo: Mandarini era strettamente legato alla nascita stessa di Umbria Jazz, nell’estate del 1973. Con gli altri membri della prima giunta regionale dell’Umbria a presidenza Pietro Conti, accolse con entusiasmo la proposta di Carlo Pagnotta di “inventare” in poche settimane un festival jazz. Lo stesso entusiasmo con cui poi avrebbe seguito e sostenuto la manifestazione da presidente della Regione. Umbria Jazz esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia.
“Sincero cordoglio da parte mia e di tutta la Giunta regionale per la scomparsa di Francesco Mandarini”. Lo ha detto la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei alla notizia della morte di Mandarini. “Politico e professionista dai numerosi interessi ha sempre messo a disposizione della comunità le proprie conoscenze unite alla sensibilità umana. Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze della comunità regionale di cui è stato Presidente”
“La scomparsa di Francesco Mandarini ci addolora profondamente. E’ stato un uomo di grande spessore, umano e politico. Da segretario provinciale del PCI dal 1975 al 1979 e poi, negli anni della sua presidenza della Regione, dal 1987 al 1991, l’Umbria, ha saputo leggere la realtà con gli occhi di chi credeva profondamente nella giustizia sociale ma anche nella modernità e nel progresso. Con lui se ne va un pezzo di storia della sinistra umbra che ci auguriamo possa continuare a vivere, nel suo nome, attraverso la difesa dei valori democrazia. Per commemorare la sua scomparsa ho chiesto oggi in Aula un minuto di silenzio”. Così, in una nota, il segretario regionale del Pd Tommaso Bori.
“Ho appreso la notizia della scomparsa di Francesco Mandarini: lo incontravo spesso per Via Bontempi e ci scambiavo due opinioni ricordando con piacere i tempi in cui la Politica aveva punti di riferimento chiari, opposti, avversari, ma netti. Mi addolora l’idea di non poterLo incontrare più, della dissolvenza di un mondo che ha formato uomini di spessore e ha fatto la storia della nostra Regione. Formulo le mie condoglianze alla famiglia”. A dirlo è la senatrice di Forza Italia, Fiammetta Modena.
“Esprimo, a nome mio e del gruppo consiliare del Partito democratico, profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Mandarini, giornalista, dirigente d’azienda e terzo presidente della Regione Umbria, dal 1987 al 1992”. Così la capogruppo del Pd, Simona Meloni. “Francesco Mandarini, che aveva compiuto ieri 80 anni – spiega Meloni – è stato un operaio e poi punto di riferimento della politica. Un grande ascoltatore, che ha saputo imprimere alla nostra regione l’importanza dell’accoglienza e della vicinanza agli ultimi. Ci lascia un protagonista, una colonna portante della comunità della sinistra umbra, che ha dato la vita per le comunità di cui ha fatto parte”.
La notizia della scomparsa di Francesco Mandarini è giunta inaspettata durante lo svolgimento del Consiglio Provinciale, per la quale la Presidente, Stefania Proietti ha chiesto un minuto di silenzio unendo l’assise al cordoglio unanime. La Presidente Proietti ne ha ricordato la figura carismatica come presidente della Regione Umbria dal 1987 al 1991, giornalista, uomo al servizio delle istituzioni e di spicco della sinistra umbra e italiana. “A nome della Provincia – ha dichiarato Proietti – esprimo vicinanza alla famiglia di Francesco Mandarini ricordandone lo spirito di servizio, la difesa dei valori della democrazia e delle istituzioni. Con lui se ne va un importante tassello della storia dell’Umbria che nei valori della solidarietà fonda le sue radici. Il ricordo delle donne e degli uomini che hanno operato per le istituzioni e nelle istituzioni va sempre tenuto vivo”.
“Per l’Umbria, per la sinistra umbra, per tutta la Politica, la scomparsa di Francesco Mandarini rappresenta una perdita vera. Perché è stato un protagonista di grandi battaglie sociali e politiche (da dipendente della Perugina a dirigente del PCI), perché ha segnato una fase lunga e fondamentale del regionalismo (Amministratore regionale con Pietro Conti e Germano Marri, fino alla Presidenza della Regione). Per la mia generazione Mandarini è stato – come dirigente politico e amministratore – un riferimento. Anche le divergenze politiche, che c’erano, con lui erano leali, perché fondate su una idea della politica alta, animata da valori e ideali, proiettata nel futuro. È sempre stato coerente nella sua idea della Sinistra, nel rapporto con Pietro Ingrao. Qualche tempo fa ci incontrammo vicino al “suo” Turreno e non mancò di criticare il PD, il mio partito cui non aveva mai voluto aderire. Ma lo faceva avendo in mente una sinistra che aveva dato tanto all’Italia e all’Umbria, di cui era stato un protagonista, e che voleva tornasse ad animare valori, ideali, parole”. Così il deputato e Tesoriere nazionale del PD a Walter Verini.

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