Sessantun anni da pastore: Perugia piange un sacerdote unico
L’addio a un uomo di fede
Perugia perde uno dei suoi sacerdoti più amati e longevi. Don Ignazio Zaganelli, nato a Marsciano il 23 ottobre 1933, si è spento nei giorni scorsi lasciando un vuoto profondo nella comunità del quartiere di Santa Lucia, dove aveva esercitato il suo ministero per oltre sei decenni. Aveva 92 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediate reazioni di cordoglio da parte delle istituzioni cittadine e di centinaia di parrocchiani che lo ricordavano con affetto, chiamandolo semplicemente “Doni”.
Ordinato sacerdote il 20 maggio 1956 nell’arcidiocesi di Perugia, don Zaganelli aveva celebrato appena un mese fa il traguardo straordinario dei settant’anni di vita sacerdotale. Una ricorrenza festeggiata con una messa solenne nella chiesa da lui stesso voluta e costruita, la Maria Regina della Pace, alla presenza di fedeli di ogni generazione.
Una vita al servizio di Santa Lucia
Dopo un breve periodo a Borghetto di Prepo e una parentesi come parroco a Pierantonio, don Ignazio giunse nel quartiere di Santa Lucia nel luglio del 1962. Da quel momento non lasciò più quella comunità. Vi rimase per ben sessantuno anni, fino all’autunno del 2023, quando — alla soglia dei novant’anni — passò il testimone assumendo il ruolo di collaboratore parrocchiale.
In quegli anni, scrive il professor Leonardo Varasano, consigliere comunale di opposizione a Perugia, trasformò profondamente il territorio. Arrivò in un piccolo borgo agricolo alla periferia della città e lo accompagnò nella sua crescita fino a diventare un quartiere popoloso e strutturato. Non si limitò alla cura spirituale dei fedeli: si dedicò attivamente all’educazione, alla formazione giovanile e alla costruzione di legami comunitari duraturi. Fu anche docente di religione al Liceo Classico Mariotti, lasciando un segno in generazioni di studenti perugini.
Il sogno mariano e la chiesa di Maria Regina della Pace
La realizzazione più visibile del suo operato è senza dubbio la chiesa di Maria Regina della Pace, cuore del complesso parrocchiale di Santa Lucia. L’idea prese forma negli anni Ottanta, quando don Ignazio avvertì la necessità di un edificio capace di rispondere alla crescita del quartiere. La struttura avrebbe dovuto avere la forma del pesce di San Pietro, in memoria della pesca miracolosa narrata nei Vangeli.
Il progetto si intrecciò profondamente con la sua devozione mariana e con l’esperienza di Medjugorje, il villaggio della Bosnia-Erzegovina dove dal 1981 si diceva apparisse la Vergine Maria. Don Zaganelli vi si era recato per la prima volta nell’ottobre del 1983 e quell’incontro lo segnò per sempre. Tornò numerose volte, accompagnando pellegrini da Perugia e dintorni, fino a diventare una figura di riferimento nel panorama mariano italiano.
Nel 1988, la veggente Vicka Ivanovic riferì a don Ignazio, durante una sua visita a Perugia, che la Madonna lo incoraggiava a proseguire nella costruzione della chiesa. Fu una svolta decisiva. Nonostante gli ostacoli burocratici — superati anche grazie alla firma del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga — la prima pietra fu posata il 3 giugno 1990. Il cantiere si chiuse in circa due anni e mezzo. La chiesa aprì le porte nella notte di Natale del 1993 e venne consacrata nel maggio del 1994, alla presenza della stessa veggente Vicka.
Il complesso parrocchiale che sorse attorno all’edificio comprendeva sale per il catechismo, un teatro, campi sportivi, una via crucis inaugurata nel 2007 e, più recentemente, una struttura di accoglienza adiacente all’antica chiesa di Santa Lucia.
Una personalità a tutto tondo
Don Ignazio non fu solo pastore. In gioventù era stato un calciatore di talento: gli fu offerta la possibilità di trasferirsi a Firenze con la maglia della Fiorentina, ma preferì il seminario alla carriera sportiva. Nel corso degli anni si affermò anche come grafologo e studioso di mariologia, approfondendo la riflessione teologica sulla figura della Vergine Maria grazie anche alla frequentazione di esperti internazionali del settore.
Nonostante una grave crisi cardiaca nell’estate del 1994, continuò senza sosta la sua missione. Scrisse un volume autobiografico intitolato La firma del cielo, in cui ripercorse la propria esperienza sacerdotale intrecciata con la Provvidenza. Nella sua autobiografia, completata negli ultimi anni di vita, lasciò testimonianza diretta di decenni di fede vissuta e costruita giorno per giorno.
Il cordoglio delle istituzioni
La notizia della scomparsa ha mosso le istituzioni perugine. Leonardo Varasano, assessore del Comune di Perugia, ha espresso pubblicamente il proprio dolore per la perdita di colui che definisce uomo di straordinaria umanità e cultura. Nelle sue parole, don Zaganelli è stato un punto di riferimento spirituale per un numero immenso di fedeli, perugini e non, e ha contribuito in modo determinante alla crescita di giovani e famiglie attraverso un impegno educativo durato decenni. Varasano ha ricordato anche la casa di accoglienza costruita a fianco dell’antica chiesa di Santa Lucia, tra le ultime opere concrete lasciate dal sacerdote alla comunità, e ha rivolto un pensiero affettuoso ai familiari di don Ignazio.
Una comunità in lutto
Il quartiere di Santa Lucia ha accolto la notizia con commozione, scrive Varasano. Per molti residenti, don Ignazio è stato il parroco della prima comunione, del matrimonio, dei momenti difficili e di quelli gioiosi. Lo testimonia anche la canzone che circolava tra i ragazzi del catechismo — “Don Ignazio, il primo prete nello spazio” — segno di un affetto popolare capace di attraversare le generazioni.
La parrocchia di Santa Lucia, oggi animata da nuovi sacerdoti, porta impressa in ogni pietra la visione di un uomo che ha creduto possibile ciò che appariva impossibile. La chiesa di Maria Regina della Pace resta il monumento più eloquente di una vita spesa interamente al servizio degli altri.


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