Morte Filippo Limini, ecco come sarebbero andate le cose in viale Giontella 🔴

 
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Morte Filippo Limini, ecco come sarebbero andate le cose in viale Giontella

Morte Filippo Limini, ecco come sarebbero andate le cose in viale Giontella

di Marcello Migliosi
La morte di Filippo Limini Senapa ha lasciato sgomenta un’intera comunità, da Perugia a Spoleto, passando per Assisi e fino a Bastia Umbria, dove la tragedia si è consumata.  Rissa aggravata da omicidio e omicidio preterintenzionale sarebbero questi i reati che il sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Abbritti – che coordina le indagini dei carabinieri di Assisi, al seguito del tenente colonnello Marco Vetrulli – contesta ai tre giovani albanesi arrestati ieri pomeriggio.



 

  • Ecco come sarebbero andate le cose

Notte fonda, ma la movida in viale GIontella, nei giorni di festa – si sa – ferve tantissimo. Il Country che, lo ripetiamo, in tutto questo non c’entra niente, è meta prescelta per chi ama locali di questo tipo, sempre pieno di gente, giovani e meno giovani. Per altro, a quanto ci risulta, proprio in quella serata ( venerdì 14 agosto 2020 ndr) il locale aveva ricevuto il controllo che le forze dell’ordine effettuano per verificare il corretto rispetto delle norme anti covid. Tutto era stata superato egregiamente.

  • Scoppia la lite per futili motivi

«Spostatevi dalla strada». Gli altri hanno risposto: ‘Che cazzo vuoi?‘. Tutto sarebbe cominciato così, poco prima del dramma, con uno screzio di una banalità unica. A dire di togliersi dalla strada proprio uno dei tre occupanti della Opel Corsa Nera, l’auto dei giovani che poi sono stati fermati e portati nel carcere di Capanne. Il primo diverbio in mezzo alla strada, quindi, e sotto gli occhi di tantissimi giovani.

  • Gli animi si sono subito surriscaldati

Alla richiesta di spostarsi c’è stata subito una reazione di gruppo, almeno così sembra, e a farne le spese è stata subito la vettura di uno degli arrestati. Sono volate parole grosse, insulti e promesse di botte…tanto che il conducente dell’auto si è recato nel parcheggio che si trova dietro al Palazzetto dello Sport. Posizionata l’auto un paio di loro sarebbero scesi ma, vedendo il gruppo, che nel frattempo era cresciuto, han fatto dietrofront e sono risaliti in auto.

  • Subito l’accerchiamento

Secondo quanto riferito dai legali dei tre ragazzi, la vettura è stata accerchiata e presa, letteralmente d’assalto. E’ stato rotto subito il lunotto e questo punto, colui che era seduto sul posto del non guidatore è sceso e, da quanto se ne sa, avrebbe sferrato un pugno in faccia al giovane spoletino. Il ragazzo è stramazzato a terra proprio a ridosso del muretto che divide il vialetto dal parcheggio. Particolare, questo, di non poco conto che vedremo tra un po’ alcuni testimoni dicono che a Limini sia stato sferrato anche un calcio, si dovrà capire da chi, se dallo stesso giovane che era sceso o da altri.

  • Il dramma

Il terrore in quegli attimi era tanto, tant’è che, chi era alla guida, ha innestato la marcia per uscire dal parcheggio. Al posto di prendere tante botte anche da chi, pare avesse tirapugni, ha scelto giustamente la fuga. Nel fare questa manovra però, oltre a urtare un’altra auto con le ruote avrebbe attraversato il muretto e schiacciato il corpo del povero giovane che era in terra esanime proprio a filo del cordolo di cemento.  “Non mi sono accorto di averlo investito, ho sentito un colpo per aver urato un’altra auto“.  È quanto avrebbe riferito il giovane ai legali Delfo Berretti e Aldo Poggioni, che abbiamo raggiunto al telefono mentre si trova in Sicilia in ferie, dalle quali, in fretta e furia proprio per questa vicenda, deve ripartire.

  • L’importanza della autopsia

L’autopsia, che sarà effettuata dalla dottoressa Marta Bianchi dell’istituto di medicina legale, rappresenta un fondamento importante per capire se Filippo Limini è stato ucciso dai colpi ricevuti o dalle ruote dell’auto che gli è passata sopra. L’esame autoptico sarebbe stato programmato anche questo per martedì, ma la certezza ce l’avremo nelle prossime ore.

  • Paccoi, mio assistito imputato di rissa aggravata

«Il mio assistito – dice l’avvocato Daniela Paccoi, legale del giovane trasportato – è soltanto imputato di rissa aggravata dall’omicidio e non da omicidio preterintenzionale. Paccoi ha confermato i fatti già detti dall’avvocato, Aldo Poggioni -, che ha detto che il suo assistito non ha partecipato ad alcuna rissa si è trovato coinvolto. “Per scappare hanno fatto manovre pericolose“.

  • Udienza di convalida probabilmente domani

Luca Maori, che è il legale del giovane che è sceso dall’auto e che ha sferrato il colpo o i colpi (tutto da definire ancora ndr) alla giovane vittima, dice: “Non ho ancora parlato con il mio cliente e meglio che ci sentiamo domani mattina”. E domani, da quello che si sa, il pm Paolo Abbritti, titolare dell’inchiesta, dovrebbe trasmettere gli atti di prima mattina al Giudice per le udienze preliminari, Natalia Giubilei. Ed è verosimile che l’udienza di convalida possa essere fissata per la bassa mattinata nel carcere di Capanne dove sono reclusi i tre ragazzi.

1 Commento

  1. Che dire la vita delle persone x certa gente vale poco o niente un conto fare a pugni un conto passare sembra due volte con la macchina sopra il corpo di una persona. Non capisco il preterintenzionale forse volontario ma vedremo come andrà a finire io sono scettico su una vera pena che verrà applicata L unica cosa certa che vi è stato in morto e le notizie molto confuse

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