Morte del campione di karate Loris Comparin, nuove indagini sui medici

Morte del campione di karate Loris Comparin, nuove indagini sui medici

Il GIP ordina accertamenti sul decesso del maestro di karate

📌 FLASH NEWS – Nuove indagini sulla morte di Loris Comparin, campione e insegnante di karate morto nel maggio 2024 dopo una grave infezione. Il GIP di Vicenza ha disposto ulteriori accertamenti sui nove medici indagati per omicidio colposo.


Una tonsillite, l’infezione che si estende e il quadro clinico che precipita fino alla setticemia. È la sequenza che precedette la morte di Loris Comparin, campione e insegnante di karate, deceduto nel maggio 2024 all’età di 46 anni dopo circa due settimane di lotta contro la grave infezione.

A più di due anni dal decesso, il procedimento giudiziario entra ora in una nuova fase. Il GIP Nicolò Gianesini ha disposto ulteriori accertamenti investigativi, respingendo di fatto la richiesta di archiviazione presentata inizialmente dalla Procura di Vicenza.

Nel procedimento risultano indagati nove medici dell’ospedale di Santorso per omicidio colposo. L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a un accertamento di responsabilità e i sanitari hanno sempre sostenuto di avere agito con scrupolo, escludendo che il tragico esito fosse riconducibile al loro operato.

Dai primi sintomi al ricovero in ospedale

La vicenda sanitaria era iniziata con forti dolori alla gola e febbre alta. Il 14 maggio 2024 Comparin si era rivolto ai medici di base nel tentativo di trovare una risposta ai sintomi che lo avevano colpito.

Il giorno successivo, non registrando miglioramenti, si era presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Santorso. Dopo la visita era stato dimesso.

Il 16 maggio, con le condizioni ancora problematiche, Comparin era tornato nella stessa struttura sanitaria. In quella occasione i medici avevano disposto il ricovero.

L’infezione e il progressivo peggioramento

Nel frattempo l’infezione si era estesa e il quadro clinico aveva cominciato a peggiorare progressivamente. Le condizioni del 46enne erano diventate sempre più gravi, fino a rendere necessario anche un intervento chirurgico.

Nonostante le cure, il campione e insegnante di karate non era riuscito a superare le conseguenze dell’infezione. Dopo circa due settimane il suo cuore aveva cessato di battere.

La morte aveva quindi aperto il procedimento destinato a verificare se, durante le diverse fasi dell’assistenza sanitaria, vi fossero state eventuali condotte rilevanti sotto il profilo penale.

La famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione

La Procura di Vicenza aveva inizialmente chiesto l’archiviazione della posizione dei nove medici coinvolti nell’inchiesta. La famiglia di Loris Comparin, assistita dagli avvocati Gaetano Calapai e Raffaele Giorgio, si era però opposta alla conclusione del procedimento senza ulteriori approfondimenti.

Il GIP Nicolò Gianesini ha quindi stabilito che dovranno essere effettuate nuove indagini, disponendo ulteriori accertamenti sul percorso sanitario seguito dal paziente e sulle circostanze che precedettero il decesso.

Nuovi accertamenti dopo oltre due anni

Il provvedimento del giudice riporta dunque l’attenzione sui passaggi che portarono dalla comparsa dei primi sintomi al ricovero e al successivo aggravamento dell’infezione.

Gli approfondimenti dovranno fornire nuovi elementi agli investigatori prima che possa essere assunta una decisione sul prosieguo del procedimento. I nove medici restano indagati per omicidio colposo, mentre le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Per i genitori di Loris Comparin, Oscar e Margherita, la richiesta rimane quella di ottenere una risposta sulle circostanze che portarono alla morte del figlio.

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