Morta la professoressa Maria Caterina Federici, sociologa italiana
Il mondo della sociologia italiana piange la scomparsa di Maria Caterina Federici, avvenuta in modo improvviso. Nata ad Amelia, in Umbria, nel 1950, è stata una figura di spicco nella sociologia italiana e un’instancabile promotrice di iniziative culturali.
Maria Caterina Federici è stata Professoressa Ordinaria di Sociologia presso l’Università degli Studi di Perugia e ha contribuito al mondo accademico anche in altre importanti istituzioni, tra cui La Sapienza Università di Roma, l’Università di Parma, la Sorbonne Université e la Scuola pubblica di Amministrazione di Bologna, oltre a numerose università italiane e straniere.
Autrice di oltre trenta volumi, Federici ha coordinato ricerche per il Miur, il CNR e il MAECI. Ha diretto il Crisu (Centro di Ricerca in Sicurezza Umana) e ha dato vita al Festival della Sociologia di Narni, un evento che ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura sociologica.
Maria Caterina Federici è stata una studiosa che ha mantenuto un profondo rispetto per i classici della sociologia. Questo amore per le radici della disciplina è evidente in tutta la sua produzione scientifica. Ha scritto su autori come Vilfredo Pareto, Georg Simmel, Aleksandrovic Sorokin e Ortega Y Gasset.
Le sue ricerche spaziavano su una vasta gamma di tematiche, dalle dinamiche dello sviluppo locale alle migrazioni femminili e alla popolazione anziana. Oltre alla sua attività accademica, Maria Caterina Federici si è dedicata alla diffusione scientifica e culturale nel territorio umbro e nazionale.
Nel 2016, ha istituito il “Premio Vilfredo Pareto per la sociologia“, indirizzato soprattutto ai giovani ricercatori, dimostrando il suo impegno per il futuro della disciplina. Ha anche organizzato il Convegno Internazionale per il centenario della prima edizione del Trattato di Sociologia Generale, dimostrando la sua costante dedizione allo studio e alla diffusione della sociologia.
Il Festival della Sociologia, nato da un’idea straordinaria di Federici, è stato l’apice del suo impegno nella sociologia italiana. La manifestazione, che si terrà a Narni dall’6 all’8 ottobre 2023 in occasione dell’VIII edizione, è un momento di incontro e discussione tra studiosi internazionali, giovani ricercatori, artisti, giornalisti, studenti e società civile. Maria Caterina Federici ha creduto in un progetto di “sociologia pubblica” e ha contribuito in modo significativo al suo sviluppo.
La passione, la critica costruttiva e la responsabilità sociale che ha messo a disposizione dei suoi allievi e della comunità rimarranno un segno indelebile nella memoria di tutti. Maria Caterina Federici ha onorato la sociologia italiana come persona e come intellettuale.
Risultati Chiave:
- Maria Caterina Federici è stata una Professoressa Ordinaria di Sociologia presso l’Università degli Studi di Perugia.
- Ha contribuito all’ambito accademico anche in altre istituzioni italiane e straniere.
- È autrice di oltre trenta volumi e ha coordinato ricerche per importanti enti.
- Ha promosso la cultura sociologica attraverso il Festival della Sociologia di Narni.
- Il suo impegno nel campo della sociologia è stato caratterizzato dalla passione, dalla critica costruttiva e dalla responsabilità sociale.
l Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli esprime cordoglio per l’improvvisa morte della prof.ssa Maria Caterina Federici. “Ha dato un grandissimo contributo alla crescita culturale di Narni e dell’università – dice il Sindaco – alla città mancheranno la sua statura intellettuale e morale, la sua energia e la sua positività. Un forte abbraccio alla famiglia per il dolore di questo momento e un ricordo indelebile di una donna che ha segnato un’epoca per Narni e non solo”.
La Presidente della Provincia di Terni Laura Pernazza esprime profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa della prof.ssa Maria Caterina Federici. “Sono addolorata per la perdita di una grande persona e di una docente di elevatissimo profilo che era un punto di riferimento per l’Ateneo, il territorio provinciale e il mondo della cultura. Giungano ai famigliari le più sentite condoglianze a nome mio e dell’amministrazione provinciale”.

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