Ritrovati dispositivi durante controlli periodici, aperta inchiesta
🔴 Stefano Bandecchi conferma il ritrovamento di microspie in locali utilizzati per la propria attività istituzionale. Presentata denuncia ai Carabinieri. Attesa per gli accertamenti, mentre il sindaco ribadisce il diritto di difendersi da controlli illeciti.
Indagini avviate dopo il ritrovamento dei dispositivi
È stata presentata una denuncia all’Arma dei Carabinieri dopo il ritrovamento di alcune microspie in locali riconducibili all’attività di Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e presidente della Provincia di Terni. Lo stesso Bandecchi ha confermato pubblicamente di aver segnalato l’accaduto ai militari, precisando che ora sarà compito degli investigatori ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.
Il primo cittadino ha spiegato che la vicenda è stata immediatamente portata all’attenzione delle autorità competenti, evitando però di fornire indicazioni sull’esatta collocazione dei dispositivi o sulle circostanze del loro rinvenimento. Ha sottolineato che qualsiasi ulteriore dettaglio sarà oggetto delle verifiche investigative già avviate.
Controlli periodici affidati a una società specializzata
Bandecchi ha riferito che i controlli vengono effettuati con regolarità da una società incaricata di verificare l’assenza di sistemi di intercettazione negli ambienti e nelle strutture da lui utilizzate. Ha spiegato che tale procedura rientra nelle normali attività di tutela adottate da anni anche in ragione della propria attività imprenditoriale.
Secondo quanto dichiarato, l’ultima verifica era stata effettuata circa un mese fa. Durante la propria esperienza professionale, ha aggiunto, in più occasioni sarebbero già stati individuati tentativi di controllo abusivo.
Nessun dettaglio sull’ubicazione delle microspie
Il sindaco di Terni ha scelto di non rendere nota la posizione precisa dei dispositivi rinvenuti, spiegando che l’informazione è stata trasmessa esclusivamente agli investigatori. Ha invitato a evitare ricostruzioni prive di riscontri, ribadendo che ogni valutazione dovrà basarsi sugli esiti delle indagini.
Bandecchi ha comunque precisato che le microspie non sarebbero state trovate all’interno delle stanze da lui direttamente utilizzate, senza aggiungere ulteriori elementi sulla loro collocazione.
Le critiche sulle verifiche e il diritto alla tutela
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Bandecchi ha replicato anche alle osservazioni di chi aveva sostenuto che non avrebbe potuto effettuare autonomamente controlli per verificare la presenza di dispositivi di intercettazione.
Il sindaco ha sostenuto che qualsiasi cittadino abbia il diritto di verificare se gli ambienti che frequenta siano oggetto di controlli illeciti, distinguendo nettamente tale situazione dalle attività autorizzate dell’autorità giudiziaria. Secondo Bandecchi, la possibilità di difendersi da eventuali interferenze abusive rappresenta una forma di tutela personale e patrimoniale.
Nel suo intervento ha inoltre osservato che, qualora eventuali attività di intercettazione siano svolte nell’ambito di procedimenti giudiziari regolarmente autorizzati, esse seguono percorsi differenti rispetto a eventuali condotte illecite poste in essere da soggetti privati.
Nessuna ipotesi sugli autori
Alla domanda se possa sospettare di collaboratori o persone appartenenti al proprio entourage, Bandecchi ha escluso questa eventualità. Ha dichiarato di non avere elementi per formulare ipotesi sugli autori dell’installazione delle microspie e di voler attendere esclusivamente gli accertamenti delle forze dell’ordine.
Ha inoltre ribadito di non essere un esperto della strumentazione rinvenuta e di rimettere ogni valutazione tecnica agli investigatori incaricati dell’inchiesta.
Scuole superiori, annunciati nuovi investimenti
Durante lo stesso incontro con la stampa, Bandecchi è intervenuto anche sul piano degli interventi destinati agli edifici scolastici della Provincia di Terni. Ha comunicato che sono stati stanziati due milioni di euro per una prima fase di lavori sulle scuole superiori.
Secondo quanto illustrato, l’obiettivo è ottenere entro circa un mese ulteriori due milioni di euro, ai quali potrebbero aggiungersi economie derivanti dalle procedure di gara. In questo modo, il valore complessivo degli investimenti potrebbe raggiungere circa cinque milioni e mezzo di euro.
Bandecchi ha evidenziato come alcuni edifici scolastici si trovino in condizioni soddisfacenti, mentre altri necessitino di interventi significativi di riqualificazione, sottolineando la volontà dell’amministrazione provinciale di intervenire progressivamente sulle situazioni più critiche.
Ipotesi sperimentale sulla ZTL
Tra gli altri temi affrontati figura anche il futuro della Zona a traffico limitato di Terni. Bandecchi ha confermato l’intenzione di proporre una sperimentazione della durata di sei mesi, finalizzata a verificare gli effetti di eventuali modifiche sulla vitalità commerciale del centro cittadino.
Ha precisato che la proposta dovrà essere esaminata dal Consiglio comunale, dove maggioranza e opposizione saranno chiamate a esprimersi prima dell’eventuale avvio della fase sperimentale. L’obiettivo dichiarato è valutare concretamente se un diverso assetto della viabilità possa contribuire al rilancio delle attività economiche del centro storico.

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