La famiglia chiede risposte, indagini in corso sulla scomparsa
Le autorità proseguono le indagini sulla scomparsa e la successiva morte di Andrea Prospero, 19 anni, trovato senza vita il 29 gennaio in un appartamento situato nel centro storico di Perugia. Il giovane era stato dichiarato scomparso il 24 gennaio. Il caso ha assunto contorni inquietanti dopo che la sorella ha ricevuto un messaggio anonimo il giorno successivo alla sparizione, con il testo: “Andrea ce l’abbiamo noi“. Dopo aver cercato chiarimenti, ha ricevuto in risposta un commento offensivo.
La famiglia ha presentato denuncia per risalire all’autore del messaggio e per accertare eventuali collegamenti con il decesso del ragazzo. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi, tra cui il possibile coinvolgimento del giovane in attività illecite legate all’uso di Telegram, piattaforma nota per la presenza di gruppi dediti alla vendita di farmaci e sostanze proibite.
Gli investigatori hanno sequestrato il computer acquistato dal ragazzo a novembre, insieme a cinque telefoni, sessanta schede SIM e un portafoglio digitale. Questi elementi sono stati trovati nell’appartamento in cui viveva dall’8 gennaio. Un testimone, contattato dalla trasmissione Chi l’ha visto?, ha riferito che alcuni utenti di Telegram avrebbero ricevuto istruzioni per cancellare conversazioni che coinvolgevano il giovane.
L’autopsia ha rivelato la presenza di benzodiazepine e oppiacei nel corpo del ragazzo. Queste sostanze, non prescritte al giovane, non risultano tra i farmaci da lui assunti abitualmente. Gli inquirenti stanno cercando di capire se sia stato costretto ad ingerirle.
I familiari escludono l’ipotesi di suicidio e sostengono che Andrea Prospero non fosse solo al momento della morte. I genitori, Michele e Teresa, chiedono che sia fatta piena luce sulla vicenda. Le indagini proseguono con l’analisi dei dispositivi elettronici e delle comunicazioni digitali per individuare possibili responsabili o complici.

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