Lite per una battuta sul calcio: così è morto Hekuran

Omicidio Cumani nuove accuse pesanti per il killer di Siena

L’amicizia fra gruppi sconosciuti finisce in tragedia

Una battuta sul calcio, pronunciata per scherzo, ha scatenato la lite culminata nell’omicidio di Hekuran Cumani, ventitreenne ucciso nel parcheggio del Dipartimento di Matematica dell’Università di Perugia. Secondo le prime ricostruzioni investigative, l’origine del conflitto sarebbe stata un commento ironico, un “forza Marocco” lanciato in tono di scherno, seguito da un insulto in arabo, probabilmente ritenuto incomprensibile dagli altri. Le parole si sono trasformate in provocazioni, gli animi si sono surriscaldati, e in pochi istanti la situazione è degenerata fino al colpo mortale. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria in una articolo a firma di Francesca Marruco.

Gli inquirenti – scrive  il quotidiano – stanno cercando di ricostruire con precisione le fasi dell’aggressione. Non esistono immagini dirette del momento in cui è stato sferrato il fendente, ma alcune telecamere di sorveglianza hanno ripreso le ore precedenti all’interno del locale in cui i due gruppi — da un lato i marchigiani amici della vittima, dall’altro i giovani perugini ora indagati — avevano trascorso la serata. Inizialmente i due gruppi si ignorano, segno che non si conoscevano.

L’aggressione nel parcheggio si consuma in pochi minuti. Hekuran Cumani viene colpito con un coltello al torace. La lama trafigge cuore e polmoni, un colpo che i medici legali definiscono letale anche per la precisione del gesto. L’autore del fendente, un ventunenne già noto alle forze dell’ordine, è indagato per omicidio. Si tratta di un giovane con precedenti episodi di violenza, coinvolto in risse e denunce per comportamenti aggressivi nei locali della zona.

Tra i presenti anche un diciottenne, al momento non accusato dell’omicidio, ma con un passato costellato da procedimenti penali. Attualmente sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in primavera era stato denunciato per aver aggredito, insieme a un complice armato di roncola e spray urticante, i buttafuori di un locale perugino che gli avevano impedito l’ingresso. In passato aveva partecipato a episodi di microcriminalità e furti, anche a danno di una ragazza incosciente durante un altro episodio di violenza di gruppo.

Le indagini puntano ora a chiarire le responsabilità dei singoli e a ricostruire ogni passaggio di quella notte. Gli investigatori della squadra mobile stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i video disponibili per consolidare il quadro accusatorio e individuare i ruoli dei presenti.

Intanto, nelle Marche, la comunità di Fabriano si prepara a salutare Hekuran. La salma del giovane è rientrata ieri a casa, dove il dolore ha lasciato spazio solo al silenzio e alla rabbia. Oggi, alle 15, nella cattedrale di San Venanzio, si terranno i funerali.

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