Lavoro nero, denunciato a Deruta imprenditore per sfruttamento

 
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Lavoro nero, denunciato a Deruta imprenditore per sfruttamento

Di Rossano Pastura
Un imprenditore di 51 anni, di origini camerunensi, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di sfruttamento del lavoro nero, violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e reati di natura ambientale.

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E’ quanto stabilito dall’indagine svolta dai Carabinieri delle stazioni di Deruta e Gualdo Cattaneo, in collaborazione con i militari del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale) e del NIL di Perugia (Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro), nell’ambito di un’operazione di contrasto al traffico e alla gestione dei rifiuti speciali e al fenomeno dello sfruttamento del lavoro sommerso.

L’imprenditore, residente a Perugia, risulta titolare di una ditta individuale attiva nel commercio all’ingrosso di pneumatici ed elettrodomestici usati.

Il 51enne titolare dell’impresa è stato denunciato dai militari dell’arma alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto per lo sfruttamento di 4 lavoratori, risultati essere completamente in “nero” e privi di ogni tipo di contratto di lavoro.

Oltre al reato di sfruttamento del lavoro nero, al camerunense sono stati contestai il traffico e la gestione illecita di rifiuti speciali, la mancata applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro e prevenzione dagli infortuni, l’inadempimento alla sorveglianza sanitaria, la mancata formazione ed informazione dei lavoratori e l’insalubrità del luogo di lavoro, privo peraltro delle prescritte misure di sicurezza antincendio, stante la particolare natura infiammabile del materiale ivi stoccato in grandi quantità.

L’attività imprenditoriale veniva svolta in un capannone industriale, nei pressi del centro abitato di Deruta, utilizzato per lo stoccaggio, la cernita e separazione dei rifiuti.

L’immobile è stato sottoposto a sequestro preventivo, con l’apposizione dei sigilli e l’affidamento in custodia giudiziaria al Comune di Deruta, allo scopo di impedire la prosecuzione delle attività illecite.

Il fascicolo è ora al vaglio di Michela Petrini, Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Spoleto, che ha chiesto la convalida del sequestro dell’area interessata.

Insieme al titolare dell’impresa sono stati deferiti alla stessa autorità giudiziaria altri 5 suoi connazionali, in possesso di regolare permesso di soggiorno, per concorso nei reati ambientali.

Nell’ambito dell’intervento dei militari dell’Arma, sono state elevate ammende e sanzioni amministrative per le violazioni in materia di lavoro per circa 25 mila euro, oltre al recupero delle omissioni contributive di competenza dell’INPS e dell’INAIL che saranno quantificate da parte degli stessi Istituti.

Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta complessivamente a 350 mila euro.

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