Jazz in August, due popoli distinti separati dalle transenne

 
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Jazz in August, due popoli distinti separati dalle transenne

Due popoli distinti, ben separati l’uno dall’altro da una serie di transenne: da un lato quello del Jazz, dall’altro quello della movida del fine settimana. In mezzo a loro uno spiegamento di forze dell’ordine. Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia locale, Guardia di Finanza, volontari della Protezione civile, associazione nazionale dei Carabinieri, Croce di Malta, oltre alla vigilanza privata e altri. Tutti impegnati a controllare i presenti in centro storico in occasione di Jazz in August.

Centro storico transennato, tanti varchi di ingresso e di uscita. Nell’area dei concerti l’ingresso riservato solo ai possessori di un biglietto e di pass, mascherina in volto, autocertificazione e documento di identità alla mano. Il colore verde del termometro a infrarossi dà il via libera a i concerti.

Questo è l’Umbria Jazz 2020, un’edizione ridotta per via delle norme anti covid-19 da rispettare. Più sicura tutto sommato, ma c’è chi infrange le regole, chi non indossa la mascherina e chi non l’ha con sé.

Questo al di là delle transenne e proprio qui che si concentra il maggior numero delle persone. Né mascherine, né distanziamento e nessun controllo.

“C’è meno gente – ha detto la titolare di una gelateria in Corso Vannucci. C’è più via vai nei giorni normali che oggi, ma tutto sommato stiamo lavorando, anche se potremmo fare di più”. 

 

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