Intercettato drone per detenuti su carcere Terni: tre arresti

Sappe: "Serve un piano contro la criminalità organizzata"

Detenuto si toglie la vita a Terni, allarme in Umbria

Intercettato drone per detenuti su carcere Terni: tre arresti

Intercettato drone – La Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Terni ha bloccato un drone utilizzato per introdurre materiali illeciti all’interno della struttura. Durante l’operazione, sono stati sequestrati dodicimila euro in contanti e quattro telefoni cellulari destinati ai detenuti. Tre persone, sorprese a pilotare il drone, sono state arrestate.

L’operazione

Nel tardo pomeriggio di ieri, un Ispettore superiore e un Ispettore capo, entrambi fuori servizio, hanno notato un’auto sospetta nei pressi del carcere. I due, già impegnati in attività di polizia giudiziaria, hanno individuato i sospetti intenti a manovrare un drone in volo sopra la struttura. Allertati i colleghi, hanno bloccato il veicolo, rinvenendo denaro e dispositivi mobili che sarebbero stati destinati ai detenuti.

Secondo Fabrizio Bonino, segretario umbro del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria), l’operazione conferma l’allarme sul crescente utilizzo di droni per introdurre materiali illeciti nelle carceri italiane.

Il fenomeno dei telefoni in carcere

Bonino sottolinea come il problema dell’introduzione di telefoni sia ormai fuori controllo. “All’interno delle mura carcerarie, uno smartphone moltiplica il proprio valore, diventando fonte di enormi guadagni illeciti,” spiega. Dal 2020, l’introduzione di cellulari è punita con pene da uno a quattro anni, ma le statistiche dimostrano che il fenomeno è in aumento.

Il segretario ha richiesto interventi mirati, sia tecnologici che organizzativi, per arginare queste attività, evidenziando la necessità di:

  • Formazione del personale per affrontare le nuove sfide tecnologiche.
  • Dotazioni avanzate per contrastare il fenomeno dei droni e l’introduzione di materiali illeciti.
  • Revisione delle normative per aggiornare le misure di sicurezza carceraria.

Le dichiarazioni del SAPPE

Anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha espresso preoccupazione per l’episodio, definendolo la conferma di un traffico illecito ormai consolidato. Capece ha evidenziato come il regime di custodia aperta e le attuali criticità operative favoriscano attività criminali di questo tipo.

In risposta, il sindacato sta organizzando un Nucleo Specializzato di poliziotti penitenziari dedicati alla gestione dei droni, sia in ottica preventiva che repressiva. Questo nucleo dovrebbe utilizzare strumenti di ultima generazione, come:

  • Software avanzati per l’analisi video in tempo reale.
  • Droni per il monitoraggio delle aree vicine al carcere.
  • Corsi di formazione specializzata per il personale.

Prospettive future

Capece auspica che anche l’Umbria possa presto dotarsi di un numero sufficiente di agenti esperti nella gestione dei droni. “Questi strumenti possono essere decisivi non solo per prevenire introduzioni illecite, ma anche per monitorare vaste aree in caso di evasione,” ha dichiarato.

L’episodio di Terni rappresenta un nuovo campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare la sicurezza carceraria, integrando tecnologie avanzate e investendo nel personale, per garantire l’ordine e la tutela della collettività.

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