Il Referendum Giustizia, perché votare Sì? Costituito un comitato
Si è svolta questa mattina in Piazza Matteotti, davanti al palazzo di Giustizia, la conferenza stampa di presentazione del comitato umbro per per il Sì ai 5 referendum sulla giustizia giusta. Ne fanno parte, fra gli altri, Valter Biscotti, Antonio De Angelis, Mauro Fonzo e Marco Grosso.
Il comitato ritiene “un piccolo passo nella giusta direzione quanto appare contenuto nella cosiddetta riforma Cartabia. Ma tutto questo – affermano – ancora non basta”. In questo spirito, il comitato sollecita al voto referendario per un convinto Sì ai cinque quesiti.
Di Martina Braganti
“Con il risultato positivo ai quesiti referendari, infatti – spiega il comitato – si tornerebbe a un più rigoroso rispetto dei limiti del dettato costituzionale nella amministrazione della giustizia. Ne deriverebbero evidenti vantaggi per la libertà, la democrazia e l’interesse del popolo italiano ad una giustizia giusta”.
“È importante innanzitutto andare a votare – sottolinea l’Avvocato Valter Biscotti promotore del Comitato – perché una larga partecipazione al voto significherebbe un segnale di crescente insoddisfazione da parte dei cittadini sul sistema giustizia in generale al di là dei quesiti specifici”.
“E’ un’occasione irripetibile per cambiare il sistema giustizia nel nostro paese. Noi oggi come comitato promotore iniziamo la campagna referendaria. Oggi siamo a Perugia. I prossimi appuntamenti saranno nelle altre città della regione”.
L’Avvocato Antonio De Angelis ribadisce come: “I referendum del 12 giugno costituiscono l’unica occasione per riformare la giustizia. La riforma attualmente in discussione alla Camera, pur contenendo novità apprezzabili, è troppo timida rispetto allo strapotere della Magistratura, che ha caratterizzato l’ultimo trentennio in Italia”.
Spiega che quella del 12 giugno rappresenta dunque “una grande possibilità per iniziare a riformare in modo serio la giustizia. Cinque quesiti referendari a cui occorre votare Sì”.
L’Avvocato Mauro Fonzo ricorda il rigoroso rispetto dell’obbligo di terzietà del giudice e il necessario abbandono di ogni suggestione correntizia qualunque ne possano pur essere le più alte motivazioni ideali o morali. Indispensabile pertanto una concreta riforma del CSM. Sono anni e anni che la giustizia in Italia scende da tutti i gradini delle possibili classiche mondiali. E’ importante andare a votare e dare un segnale che il popolo pretende di avere la sua voce nella giustizia”. La giustizia non appartiene ai giudici, non appartiene agli avvocati – conclude l’Avvocato De Angelis – ma appartiene al paese, alla sua democrazia ed è il vanto di un popolo la giustizia”.
Marco Grosso ha poi illustrato come la campagna referendaria sarà presente in tutti i comuni più importanti dell’Umbria apprezzando come tutti l’abbinamento alle comunali. Un voto, che permetterà “a tutti i cittadini di esprimersi sulla giustizia, su una riforma della giustizia che da decenni in Italia si aspetta”.

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