Il 2022 della polizia di Stato della provincia di Perugia, esserci sempre 🔴 VIDEO

Il 2022 della polizia di Stato della provincia di Perugia, esserci sempre

Il 2022 della polizia di Stato della provincia di Perugia, esserci sempre

Un anno insieme, per esserci sempre. Un anno difficile in cui la polizia ha cercato di fare tutto il possibile. Il questore di Perugia Giuseppe Bellassai, insediatosi alla guida della polizia di Stato della provincia di Perugia più di un anno fa, venerdì 30 dicembre ha tirato le somme di questo 2022 in Umbria. Lo ha fatto insieme ai giornalisti in una conferenza stampa che ha visto anche uno scambio di auguri e un brindici per il nuovo anno.

«Stare vicini ai cittadini, creare rapporti veri con gli abitanti e con i loro rappresentanti. Sappiamo che potremmo fare molto di più però ce l’abbiamo messa tutta». E’ quanto ha dichiarato Bellassai durante il suo intervento. Tre i punti maggiori su cui si è focalizzata l’attenzione del questore al suo arrivo a Perugia nell’ottobre del 2021: spaccio e traffico di droga, reati predatori (in particolare furti) e la situazione della zona di Fontivegge. Un lavoro che ha portato i suoi frutti tra interventi e arresti in tutti e tre i casi.

Per l’area della stazione è stata messa in campo la sinergia con la polizia locale che ha portato a diversi interventi spesso risolutivi. Per quanto riguarda la criminalità di tipo mafioso, non ci sono riscontri di presidi radicati, anche se gruppi di origini straniere tentano di espandersi sul territorio. I reati predatori sono diminuiti. Se si paragonano gli ultimi mesi dello scorso anno a quelli del 2022, c’è una grande differenza in termini positivi. Lo spaccio è un fenomeno importante. La situazione in provincia di Perugia non è drammatica, ma va comunque arginata.

Il questore tiene molto alla presenza sul territorio e il costante interloquire con ogni elemento delle comunità dei 59 comuni della provincia in maniera diretta e tramite i loro amministratori locali, in particolare i primi cittadini. Il questore si è infine focalizzato sui decreti di ammonimento, quaranta in tutto. Numero che non è così alto in altri territori.



 

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