Hashish in casa, arrestato un giovane poi rimesso in libertà

Hashish in casa, arrestato un giovane poi rimesso in libertà

Sequestrati hashish e contanti oltre 170 grammi e 2.600 euro

📌 FLASH NEWS – Ad Acquapendente arrestato un giovane: sequestrati oltre 170 grammi di hashish e più di 2.600 euro. Il pubblico ministero ne dispone l’immediata rimessione in libertà, senza richiedere misure coercitive. Indagini preliminari.


Un giovane italiano è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri della Stazione di Montecchio nella notte tra l’8 e il 9 settembre, ad Acquapendente, in provincia di Viterbo. L’ipotesi di reato è detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nell’abitazione i militari hanno trovato poco più di 170 grammi di hashish, oltre 2.600 euro in contanti e materiale destinato alla preparazione delle dosi.

Dopo l’arresto, il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Viterbo ha disposto l’immediata rimessione in libertà del giovane, non ritenendo di dover chiedere l’applicazione di misure coercitive. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari.

L’attività investigativa e la perquisizione

L’intervento nell’abitazione è stato preceduto da un’attività informativa e investigativa mirata, sulla cui base i Carabinieri hanno proceduto al controllo domiciliare. La perquisizione è stata eseguita d’iniziativa dai militari della Stazione di Montecchio.

Gli accertamenti hanno riguardato la casa del giovane, situata ad Acquapendente. È all’interno dell’alloggio che sono stati individuati sia lo stupefacente sia il denaro e gli altri materiali successivamente sottoposti a sequestro.

L’operazione notturna ha quindi portato alla contestazione della detenzione finalizzata allo spaccio. Questa è l’ipotesi sulla quale proseguono gli accertamenti, ancora nella fase preliminare del procedimento penale.

Hashish, denaro e strumenti per le dosi

La sostanza rinvenuta è hashish, per un peso di poco superiore a 170 grammi. Insieme alla droga, i militari hanno recuperato una somma in contanti superiore a 2.600 euro, ritenuta possibile provento dell’attività illecita contestata.

L’origine del denaro costituisce dunque un elemento della ricostruzione investigativa. Il suo collegamento con la presunta attività di spaccio rientra nelle valutazioni alla base dell’intervento e non rappresenta un fatto definitivamente accertato.

Nel corso della stessa perquisizione è stato trovato anche materiale destinato alla pesatura e al confezionamento delle singole dosi. Il sequestro ha interessato pertanto la sostanza stupefacente, i contanti e quanto rinvenuto per la preparazione delle dosi.

La decisione del pubblico ministero

Al termine dell’intervento è scattato l’arresto in flagranza. Successivamente, il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Viterbo ha disposto che il giovane fosse immediatamente rimesso in libertà.

Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 121 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale. Il magistrato non ha ritenuto di dover richiedere misure coercitive nei confronti dell’indagato.

La decisione sulla libertà personale si inserisce in un procedimento che rimane aperto. Gli elementi raccolti durante la perquisizione riguardano l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio e saranno oggetto delle successive valutazioni nell’ambito delle indagini.

Il procedimento e le garanzie dell’indagato

La vicenda giudiziaria si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari. L’arresto eseguito dai Carabinieri non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità.

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