Guerra tra bande di pusher per controllo città di Terni
Guerra tra bande – Un grave accoltellamento coinvolgente un pusher di origine marocchina, che aveva occultato 3000 euro nelle sue mutande, ha scatenato un’importante indagine condotta dalla squadra mobile. Questa inchiesta sta cercando di delineare il panorama degli spacciatori nella città, mettendo in luce i tentativi di alcune bande di nordafricani di spartirsi fette del mercato della droga e, soprattutto, di controllare le zone boschive dove avviene gran parte delle vendite di sostanze stupefacenti.
Il pusher marocchino, che da qualche mese viveva in uno stabile abbandonato in via del Rivo, poco distante dall’area verde di via Ialenti, era solito recarsi di giorno nei boschi sotto Cesi per vendere droga. Tuttavia, la sua decisione di tenere con sé i 3000 euro ha innescato una serie di episodi di violenza culminati nell’ennesimo regolamento di conti tra spacciatori in città.
Le indagini – come scrive Corso Viola di Campalto su Il Messaggero di oggi – hanno rivelato un’organizzazione complessa che sta sorprendendo persino gli investigatori. Alcune bande hanno suddiviso la città in quadranti, ciascuno controllato da un gruppo di nordafricani. Il quadrante nord è nelle mani del gruppo di marocchini che si nasconde nel bosco vicino al borgo di Cesi, mentre a Rocca San Zenone e al parco Batteria ci sono altri due mercati all’aperto che servono il quadrante est, che si estende da Borgo Bovio ai paesi della Valnerina ed è gestito da nordafricani altamente organizzati.
Altre bande operano tra i boschi tra Piediluco e le Cascate delle Marmore, nonché nei pressi del bivio per Terni-Rieti, dove attraggono tossicodipendenti da Terni e dalla zona di Rieti. Inoltre, è emerso che un altro gruppo di spacciatori opera tra Narni e Stroncone, lungo la boscaglia che si estende fino all’invaso dell’Aia, dove sono stati trovate anche armi.
Tutte queste bande sono formate da nordafricani senza documenti regolari, con precedenti specifici e senza dimora fissa. Si muovono da una città all’altra per spacciare, e dopo essere stati arrestati una prima volta, cambiano semplicemente area. A Rocca Zenone, gli abitanti hanno presentato numerose denunce, segnalando la presenza di punti di spaccio nascosti tra la vegetazione vicino al borgo, simili a quelli a Cesi.
A Cesi, i pusher sono ben organizzati e pronti a ricevere decine di clienti ogni giorno nella boscaglia, facendo uso di batterie delle auto per caricare i loro cellulari e accendere torce. Hanno addirittura preparato vie di fuga in caso di controlli e allestito comode sedie per riposare. I residenti locali lamentano la situazione, ma commentano tristemente che ormai sono abituati a vederli.

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