Il sindacato porta le istanze a Roma alla Costituente
Federsicurezza e Vigilanza Conf‑Selp ha espresso soddisfazione per l’impegno assunto da Daniela Cirillo che si è resa disponibile a farsi portavoce ufficiale delle istanze avanzate dal sindacato. Lo ha reso noto il Segretario Generale della federazione, il dottor Niccolò Francesconi, che da tempo conduce una battaglia su due fronti considerati non più rinviabili.
Le richieste al centro del confronto sono chiare e circoscritte. Da un lato, il riconoscimento pieno e la tutela istituzionale delle Guardie Particolari Giurate, un comparto che in Italia conta quasi centomila addetti. Dall’altro, l’introduzione di un minimo impignorabile di mille euro per tutti i lavoratori dipendenti, misura oggi riservata soltanto ai pensionati.
Un settore da quasi centomila lavoratori ancora senza tutele adeguate
Le Guardie Particolari Giurate operano quotidianamente a presidio della sicurezza pubblica e privata, intervenendo in contesti ad alto rischio, spesso in orari notturni e in condizioni di particolare difficoltà. Nonostante questo ruolo strategico, il comparto non ha mai ricevuto, secondo Federsicurezza, il riconoscimento istituzionale che merita.
Il sindacato lamenta anni di promesse rimaste tali, senza che si siano tradotte in misure concrete sul piano legislativo o contrattuale. La mancanza di tutele uniformi ha prodotto, nel tempo, disparità profonde tra lavoratori che svolgono le medesime funzioni in province diverse, con effetti negativi anche sulla capacità di attrarre nuovi addetti al settore.
Il nodo del minimo impignorabile: una disparità che colpisce le famiglie
Sul secondo punto, scrive Segretario Generale Federsicurezza e VIgilanza Conf Selp Dott. Niccolò Francesconi, quello del minimo impignorabile, la posizione di Federsicurezza è netta. Attualmente, la legge garantisce ai pensionati una soglia di protezione sul trattamento previdenziale, soglia che di recente è stata persino innalzata. Ai lavoratori dipendenti, tuttavia, nessuna protezione analoga è riconosciuta.
Il risultato è che molti lavoratori si trovano a subire pignoramenti su stipendi già esigui, talvolta pari a sette o ottocento euro mensili. Le cause sono spesso banali: ritardi nei pagamenti, dimenticanze amministrative, contenziosi minori. Le conseguenze, però, ricadono sull’intero nucleo familiare con un peso che in molti casi diventa insostenibile.
La proposta del sindacato è tecnica e puntuale: rendere impignorabile la parte di stipendio fino a mille euro, applicando le trattenute — sia nella misura di un quinto, sia nella misura di un decimo — esclusivamente sulla quota eccedente tale soglia. Un meccanismo già noto nell’ordinamento, che basterebbe estendere anche al mondo del lavoro dipendente.
La proposta già presentata a più forze politiche senza risposta
Federsicurezza precisa che queste istanze non sono nuove. Il sindacato le ha presentate nel corso del tempo a diversi schieramenti politici, tanto di governo quanto di opposizione, senza che nessuno abbia finora dato risposte concrete. Questa stagnazione si inserisce, peraltro, in un contesto economico segnato da una crisi che continua a gravare su milioni di famiglie italiane.
Francesconi: questioni di dignità, non di colore politico
Il Segretario Generale Niccolò Francesconi è esplicito nel respingere qualsiasi lettura partitica della vicenda. Federsicurezza e Vigilanza Conf‑Selp rivendica una posizione trasversale: le tutele per i lavoratori e il riconoscimento delle Guardie Particolari Giurate non appartengono a nessuno schieramento, ma riguardano la dignità di chi lavora e la sicurezza dei cittadini.
Francesconi sottolinea che si tratta di questioni che richiedono un’azione immediata, indipendente dalle logiche di coalizione. Il sindacato auspica che il confronto in sede costituente segni una svolta rispetto agli anni di inazione che hanno preceduto questo momento. La strada istituzionale è aperta: ora spetta alla politica decidere se percorrerla.

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