Frode “bonus facciate”, quattro società nei guai, sequestrate quote e crediti

Frode "bonus facciate", quattro società nei guai, sequestrate quote e crediti

Frode “bonus facciate”, quattro società nei guai, sequestrate quote e crediti

La Guardia di Finanza ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso su richiesta di questa Procura, dal Gip del Tribunale di Perugia, nei confronti di quattro società che, sulla base degli elementi probatori emersi dalle indagini preliminari, risulterebbero coinvolte in una frode relativa al cosiddetto “bonus facciate“, ovvero l’agevolazione fiscale, introdotta dal Governo per rilanciare l’economia dopo la crisi generata dalla pandemia e consistente nella detrazione d’imposta delle spese sostenute, per interventi finalizzati al recupero o restauro degli esterni degli edifici.


Fonte: Procuratore della Repubblica
Raffaele Cantone


L’operazione trae origine dall’attività di analisi condotta dai finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata e volta ad individuare profili di rischio connessi all’utilizzo distorto delle diverse misure agevolative, previste dalla legislazione emergenziale sotto forma di crediti di imposta cedibili a terzi — originariamente, senza limitazione alcuna, attraverso una piattaforma informatica predisposta dall’Agenzia delle Entrate — ed utilizzabili in compensazione per l’assolvimento di debiti tributari, mediante modello F24, o monetizzabili presso banche ed altri intermediari finanziari.

In tale contesto, è emersa, in particolare, la posizione di una società, operante nel settore della consulenza aziendale, con sede legale, fino alla seconda metà del 2020, a Spoleto e successivamente a Roma dove, da preliminari accertamenti esperiti, risulterebbe non operativa e con un unico dipendente, residente a Perugia, fino al mese di dicembre del 2021.

La stessa, dopo articolate concatenazioni di cessioni da parte di imprese, prive della benché minima struttura ed operatività aziendale, e di persone fisiche, gravate da precedenti penali e con limitate disponibilità reddituali, per lo più residenti in Campania — avrebbe acquisito la titolarità di crediti artatamente creati, in parte, ancora presenti nel proprio cassetto fiscale ed, in parte, ceduti ad intermediari finanziari e, quindi, monetizzati.

Le evidenti incongruenze fiscali, economico e finanziarie, tanto in capo ai soggetti che hanno generato i crediti quanto alla società cessionaria, nonché le anomalie delle transazioni e dei dati inseriti nella piattaforma web di cessione dei crediti sono stati ritenuti concreti e sufficienti indizi dell’esistenza di uno strutturato meccanismo fraudolento. Il Gip ha disposto il sequestro delle quote societarie e di crediti attualmente presenti nel cassetto fiscale, pari a quasi nove milioni di euro.

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