Fontivegge Perugia No Man’s Land, che chi urina e chi fa lo strafottente

 
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Fontivegge Perugia No Man’s Land, che chi urina e chi fa lo strafottente

«Un altro tunisino di Fontivegge che non gradisce la mia presenza», a parlare l’agente notturno Lorenzo Brunetti che in piazza del Bacio ci abita e che, delle notti ha, oramai, fatto il suo “habitat” natural. «E’ quasi mezzanotte e mezza – racconta – e, durante il turno di lavoro dopo aver chiuso la Stazione, si avvicina alla pattuglia della vigilanza un soggetto nordafricano che mi chiede se ci fosse “qualcosa che non va”! Forse mi ha riconosciuto e sa chi sono, comunque turbato, lamentava il fatto che avessi fatto per la seconda volta il giro intorno alla palazzina del coworking di Fontivegge, manifestando disappunto e stupore sul perché io stessi li. Come al solito – continua Brunetti – sono abituato a non rispondere alle provocazioni, si è comunque allontanato borbottando frasi che non ho sentito bene e augurandomi sarcasticamente buon lavoro».

L’agente notturno dice anche che alla luce dell’aggressione di pochi giorni fa in via Cortonese, sempre da parte di un nordafricano «c’è da riflettere ancora una volta su ciò, che da tempo vado segnalando, lo spirito territoriale con cui, in particolare la comunità tunisina, risiede nel nostro comune e l’atteggiamento dominante e ostile verso presenze a loro non gradite».

La sintesi, ci par di capire, è che questi si comportano come fossero a casa loro e neanche tanto, anche perché, forse, avrebbero più remore e problemi a farlo.

Qualche giorno dopo, sempre Lorenzo Brunetti – questa volta alla luce del sole – un altro episodio che l’agente racconta così: “Ore 15:03, cantiere Piazza del Bacio.  Immigrato abbassa la recinzione del cantiere, il cui ingresso ricordiamo essere vietato al pubblico, per orinare tranquillamente nel prato, dopodiché si rimette per tutto il giorno seduto come tanti altri sulla panchina con le sua immancabile musica negli auricolari, come se nulla fosse, tra impiegati che raggiungono il posto di lavoro nella Regione e ragazzi con zaini diretti verso la palestra della piazza; questa è la sua giornata e la sua normalità».

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