Finanziere arrestato, lavori per la piscina, regali e generi alimentari per evitare controlli

 
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Finanziere arrestato, lavori per la piscina, regali e generi alimentari per evitare controlli

Finanziere arrestato, lavori per la piscina, regali e generi alimentari per evitare controlli

E’ accusato, oltre che di corruzione, anche di falso ideologico in atto pubblico, di accesso abusivo ai sistemi informatici e di rivelazione e utilizzazione dei segreti d’ufficio. Un ispettore della Guardia di Finanza è stato arrestato e due imprenditori sono finiti agli arresti domiciliari e altre persone risultano indagata.

Ad arrestarlo i suoi stessi colleghi del Nucleo di Polizia economico finanziaria del comando provinciale di Perugia.
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I lavori per la piscina fatti pagare da un imprenditore amico che lo doveva ricompensare per un favore e alcune migliaia di euro sarebbero la prova di uno degli episodi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio che vengono contestati. Alcuni reati sono infatti contestati in concorso con due imprenditori. Tra le contestazioni di natura corruttiva ci sono anche regali e di generi alimentari. Lo riportano i quotidiani della carta stampata di oggi.

I tre – secondo quanto emerso dagli accertamenti durati quasi un anno – avevano messo in piedi accordi collusivi e comportamenti illeciti diretti a eludere e sviare i controlli nei confronti di diverse società, anche al fine di evitare contestazioni in sede penale.

Condividendo le ipotesi accusatorie, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari avendo rilevato il concreto ed attuale rischio che gli imprenditori, “al centro di una articolata rete di società, in alcuni casi fittiziamente intestate a terzi”, possano inquinare il quadro probatorio, mediante “la predisposizione ad arte di documentazione utile a tali strategie” avvalendosi ancora della compiacenza dell’ispettore.

L’ispettore delle fiamme gialle, difeso dall’avvocato Roberto Bianchi, verrà interrogato lunedì mattina dal gip. I due arrestati ai domiciliari sono difesi dagli avvocati Ilario Taddei, Francesco Pugliese e Francesco Areni.

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