L’aggressione risale al 12 maggio scorso a San Sisto
Fermati quattro tunisini – I Carabinieri della Compagnia di Perugia hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro cittadini tunisini, tutti senza fissa dimora, gravemente sospettati di tentato omicidio in concorso e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. L’atto è stato firmato dal Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, e si riferisce a un’aggressione avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 maggio 2025 nella zona di San Sisto, nel capoluogo umbro.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la notte del 12 maggio un giovane tunisino, nato nel 1998, è stato vittima di una violenta aggressione. I colpi inferti, anche con armi da taglio, hanno causato lesioni molto gravi. La dinamica dell’episodio ha generato forte preoccupazione e allarme nella comunità locale, anche a causa della brutalità con cui si è consumata l’azione violenta.
Fermati quattro tunisini
L’indagine, condotta dalla Sezione Operativa dei Carabinieri di Perugia, è stata avviata subito dopo la segnalazione da parte di alcuni residenti che hanno assistito alla scena. Gli accertamenti svolti dai militari dell’Arma hanno permesso di delineare con precisione il quadro dei fatti, grazie all’analisi delle immagini registrate da alcune videocamere presenti nella zona e alle testimonianze raccolte tra le persone presenti sul posto al momento dell’aggressione.
L’attività investigativa ha portato all’identificazione di quattro soggetti tunisini, tutti già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. La ricostruzione ha consentito di attribuire loro gravi indizi di responsabilità per l’episodio di violenza aggravata. Il provvedimento di fermo d’urgenza è stato ritenuto necessario dal procuratore Raffaele Cantone, anche in considerazione dell’elevato rischio di fuga, considerato lo status di senza fissa dimora degli indagati e i precedenti a loro carico.
Il fermo è stato eseguito nei confronti di due dei quattro soggetti individuati. Gli altri due risultano al momento irreperibili. Le ricerche per rintracciarli proseguono su tutto il territorio nazionale, con l’attivazione anche delle autorità competenti a livello internazionale.
Come stabilito dalla procedura, entro le prossime 48 ore il fascicolo sarà trasmesso al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) per la convalida del fermo, come previsto dall’articolo 390 del codice di procedura penale. Il magistrato valuterà gli atti depositati e deciderà in merito alla convalida del provvedimento e all’eventuale applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati già sottoposti a fermo.
Il caso, per le sue caratteristiche, ha suscitato una reazione significativa nella cittadinanza, anche a causa del coinvolgimento di cittadini stranieri in una vicenda che ha richiesto l’intervento urgente della procura. Secondo quanto specificato nel comunicato firmato dal capo della Procura di Perugia, la decisione di procedere al fermo è maturata a seguito di un’attenta valutazione degli elementi emersi nel corso delle indagini preliminari.
Nella fase attuale, l’inchiesta prosegue con ulteriori approfondimenti, volti a chiarire i motivi dell’aggressione, la relazione tra i soggetti coinvolti e le eventuali dinamiche di gruppo che potrebbero aver determinato l’atto violento. Gli inquirenti, guidati dal procuratore Cantone, mantengono un approccio prudente, riservandosi di fornire ulteriori dettagli solo dopo l’eventuale convalida del fermo e lo sviluppo delle indagini.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso situazioni di criminalità diffusa e comportamenti violenti nel territorio perugino. La collaborazione tra le forze dell’ordine e la procura si conferma, ancora una volta, un elemento centrale nella gestione delle indagini e nel contrasto agli episodi di violenza urbana.
Il procedimento resta attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, vale per gli indagati la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Le autorità competenti continuano a lavorare per assicurare alla giustizia anche i due soggetti ancora irreperibili, mentre per i due fermati si attendono ora gli sviluppi legati alla possibile convalida e alle misure cautelari.

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