Fentanyl a Perugia scontro in Comune su tutela dell’immagine

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L’opposizione attacca la giunta Ferdinandi a Perugia sul caso

Lo scontro politico in Consiglio comunale

La gestione del delicato caso legato alla circolazione di sostanze stupefacenti diventa terreno di un duro scontro politico all’interno del Consiglio comunale. Al centro della polemica si colloca la risposta fornita dall’assessore alle politiche sociali Costanza Spera a un’interrogazione presentata dai gruppi di minoranza. I consiglieri di opposizione, guidati dall’ex candidata sindaca Margherita Scoccia, contestano apertamente la linea adottata dall’esecutivo cittadino. Secondo la ricostruzione dei rappresentanti della coalizione di centrodestra, l’amministrazione in carica avrebbe evitato di assumere una posizione netta su un tema che tocca da vicino la reputazione internazionale del capoluogo umbro.

La replica della giunta e le competenze sanitarie

Nel corso della seduta consiliare, l’assessore Spera ha argomentato le ragioni della giunta evidenziando come la gestione economica e operativa delle Unità di strada rimanga una prerogativa esclusiva dell’Azienda sanitaria locale. La difesa del Comune si è concentrata sulla natura prettamente burocratica dei ruoli, collocando la genesi dei fatti contestati nella scorsa primavera, sotto la precedente guida amministrativa. Questa posizione viene giudicata dall’opposizione come un espediente per non affrontare il nodo della tutela legale dell’ente. La minoranza rimarca che gli sviluppi dell’inchiesta sono emersi pienamente solo nell’anno corrente, sotto l’attuale mandato della sindaca Vittoria Ferdinandi, escludendo quindi la possibilità di delegare responsabilità politiche al passato.

Il nodo della costituzione di parte civile

Il fulcro della contestazione non riguarda lo svolgimento delle indagini giudiziarie, che restano di competenza della magistratura, bensì la possibile attivazione degli uffici legali municipali. I firmatari dell’interrogazione chiedono formalmente se l’ente intenda vagliare la costituzione di parte civile nel futuro processo, ipotizzando un grave danno reputazionale per la comunità. I banchi della minoranza sottolineano che i successivi accertamenti investigativi hanno ridimensionato l’allarme originario, dimostrando che non vi era una diffusione strutturale della pericolosa sostanza sintetica sul territorio ma che si è trattato di un episodio isolato. Nonostante il ridimensionamento della minaccia, l’eco mediatica nazionale avrebbe comunque penalizzato la credibilità e la percezione pubblica della città, giustificando un intervento a salvaguardia del nome di Perugia.

I consiglieri di opposizione

Arcudi Nilo
Befani Paolo
Calzoni Chiara
Fruganti Elena

Gentili Edoardo
Mencaglia Riccardo
Pastorelli Clara
Augusto Peltristo
Scoccia Margherita
Tuteri Gianluca
Varasano Leonardo
Volpi Nicola

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