Farmacie e favori, chiusa indagine, nomi eccellenti nel registro indagati

Inchiesta sanità, funzionari e farmacisti indagati

 Farmacie e favori, chiusa indagine, nomi eccellenti nel registro indagati

 Farmacie e favori, chiusa indagine, nomi eccellenti nel registro indagati

Il sostituto procuratore della Repubblica, Mario Formisano, ha firmato avvisi di garanzia per tredici indagati, nell’ambito dell’inchiesta che è stata ribattezzata, Farmacie e favori. Sotto la lente della giustizia – l’indagine è sviluppata dal Nas – finiscono nomi importanti delle istituzioni, l’allora capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale, A.P.,  due funzionari regionali, L.O. e L.R.. Il primo, per altro, a quei tempi anche maestro venerabile della massoneria. Si aggiungono, poi, due farmacisti: M.C. e A.R., più altri otto. Le accuse contestate – ovvio a vario titolo – vanno dalla truffa, all’abuso d’ufficio al falso e alla concussione.

I più attenti ricorderanno che, un paio di anni fa, il Nas effettuò una perquisizione negli uffici regionali del Broletto, a Fontivegge di Perugia. Si tratta di un presunto sistema di “favoritismi” a vantaggio di alcuni farmacisti. Tante le ipotesi di reato, accuse però che sono ancora tutte da dimostrare.

Tra le contestazioni, almeno, a sei degli indagati, secondo Mario Formisano, ci sarebbe anche una presunta associazione per delinquere. Il meccanismo messo in essere sarebbe passato attraverso degli atti amministrativi illeciti con cui si gestiva il servizio di accreditamento e valutazione qualità della Regione con favori ripetiti verso alcuni operatori sanitari già accreditati.

Per l’ex massone, come riporta La Nazione, ci sarebbe anche l’accusa di “falso ideologico in atto pubblico”. Avrebbe nascosto l’appartenenza, come socio, ad una farmacia in occasione della sottoscrizione del contratto con la Regione dell’Umbria. L’indagato, titolare di una farmacia e dirigente regionale salute (incompatibile), condizione questa che, secondo La Nazione, gli avrebbe permesso un introito di 37 mila euro l’anno. Concessione che non ci sarebbe stata se avesse rivelato la sua apparenza, come socio, alla farmacia.

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