Carabinieri e Ris tra sopralluoghi, autopsia e verifiche
A Terni proseguono le indagini sul decesso di Andrea Fiorelli, 59 anni, ex maresciallo della Guardia di Finanza in pensione, il cui corpo è stato rinvenuto venerdì scorso all’interno della sua station wagon parcheggiata in garage, nella villetta familiare di strada di Prisciano. La vittima presentava una profonda ferita al collo, mentre a terra, accanto al corpo, è stata trovata una motosega elettrica sequestrata dagli investigatori. L’esatta dinamica della morte resta ancora da chiarire: la Procura di Terni, guidata dal pm Raffaele Pesiri, mantiene aperti scenari sia legati a un possibile omicidio sia a un gesto estremo della vittima, senza escludere altre ipotesi investigative.
L’allarme era stato lanciato dal padre novantenne di Fiorelli, Ottorino, che, non vedendo il figlio a cena, ha scoperto il corpo. La moglie della vittima, infermiera di professione, non era presente al momento della tragedia, mentre il figlio ventiquattrenne si trovava nella sua stanza. Diverse testimonianze raccolte dai carabinieri hanno descritto un contesto familiare segnato da frequenti discussioni, anche tra padre e figlio, e da episodi di tensione già noti ai vicini. Alcuni residenti hanno riferito di urla che spesso richiedevano l’intervento di polizia e carabinieri, evidenziando un ambiente domestico problematico che ora rientra nelle verifiche investigative.
Dalla mattina successiva al ritrovamento, il Nucleo investigativo dei carabinieri di Terni, coadiuvato dagli specialisti del Ris, ha avviato un accurato sopralluogo della villetta e delle pertinenze, concentrandosi sul garage, sulla vettura e sugli appartamenti adiacenti. L’attività degli investigatori si è articolata nella ricerca di tracce biologiche, impronte digitali, elementi chimici e altri reperti utili a ricostruire la sequenza temporale dei fatti. L’uso del laser scan ha permesso di rilevare e modellare la disposizione del sangue nel garage e all’interno della station wagon, supportando la ricostruzione dinamica dell’evento.
Gli accertamenti non si limitano agli ambienti fisici: è stato posto sotto sequestro anche il telefono cellulare di Fiorelli, ritenuto fondamentale per analizzare contatti, messaggi e orari delle ultime comunicazioni. Le verifiche mirano a definire gli ultimi spostamenti e le relazioni sociali della vittima, nell’ottica di comprendere eventuali motivi esterni o personali che abbiano potuto influire sul tragico epilogo.
Il fascicolo aperto dal pm Pesiri è privo di indagati: la priorità degli inquirenti è ottenere un quadro dettagliato e scientificamente fondato della morte, evitando ipotesi non supportate dai fatti. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo sopralluogo dei Ris, volto a completare i rilievi già avviati, verificando ogni particolare con metodi tecnico-scientifici avanzati. L’analisi dei locali bagnati di sangue e delle superfici circostanti continuerà fino a quando tutti gli elementi utili non saranno raccolti, garantendo la massima accuratezza delle verifiche.
L’autopsia rappresenta un passaggio cruciale per stabilire l’orario preciso del decesso, la natura della ferita e la possibilità di ulteriori lesioni, fondamentali per confermare o escludere la compatibilità con un gesto autoinflitto. L’incarico sarà formalmente conferito nei prossimi giorni ai periti Massimo Lancia e Luca Tomassini. I familiari hanno ricevuto avvisi ufficiali e potranno nominare un proprio consulente per seguire l’esame, che potrebbe svolgersi già tra mercoledì e giovedì.
Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo aspetti della vita quotidiana della vittima, dai rapporti familiari al contesto economico e sociale, per ottenere un quadro complessivo che aiuti a chiarire eventuali motivi o circostanze rilevanti. Il figlio, presente in casa al momento della tragedia, è stato ascoltato più volte, così come altre persone della cerchia familiare, per definire le ultime ore di vita di Fiorelli.
Il materiale raccolto nei due appartamenti e nel garage sarà analizzato nei laboratori del Ris con esami biologici, chimici e comparativi. L’obiettivo è ricostruire ogni dettaglio del delitto, dagli spostamenti di sangue alle impronte, fino alla compatibilità della ferita con l’arma rinvenuta. La precisione dei rilievi testimonia come le autorità stiano affrontando il caso con la massima serietà, consapevoli della complessità del contesto e dell’impatto sulla comunità locale.
La cittadinanza di Prisciano segue con attenzione gli sviluppi, colpita dalla violenza e dalla drammaticità dei fatti. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre le operazioni scientifiche proseguiranno senza interruzioni fino all’acquisizione di elementi definitivi. Il quadro complessivo resta aperto, con diversi filoni investigativi che si intrecciano: dall’ambiente domestico alle relazioni familiari, dai dispositivi elettronici agli strumenti sequestrati, fino all’esito dell’autopsia che dovrà fornire indicazioni chiare sulla cause della morte e sul contesto dell’evento.

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