Quattro colpi sulla linea, mille metri di rame rubati a Cesi
📌 FLASH NEWS – Ex Fcu, altri quattro furti di rame da lunedì lungo la tratta Perugia Ponte San Giovanni-Terni. A Cesi sottratti mille metri di cavo. FIT-CISL Umbria denuncia danni complessivi per 2 milioni di euro e sollecita più vigilanza.
Non si arrestano i furti di rame lungo la linea della ex Ferrovia Centrale Umbra, interessata dagli interventi di ammodernamento. Da lunedì sono stati segnalati altri quattro episodi sulla tratta Perugia Ponte San Giovanni-Terni. L’ultimo è avvenuto nella zona di Cesi, nel Ternano, dove sono stati sottratti circa mille metri di cavo.
A denunciare la nuova sequenza è la FIT-CISL Umbria, che richiama l’attenzione sulle conseguenze economiche e operative delle razzie. Secondo il sindacato, dall’avvio dei lavori, circa due anni fa, sono stati rubati complessivamente 30 chilometri degli 80 chilometri di filo per l’alta tensione presenti lungo la linea interessata.
Quattro furti in pochi giorni lungo la tratta
La serie più recente si concentra sulla tratta tra Perugia Ponte San Giovanni e Terni, dove sono in corso i lavori di recupero dell’infrastruttura. In pochi giorni si sono verificati quattro nuovi episodi, culminati con il colpo nell’area di Cesi.
Non si tratta di un fenomeno limitato al Ternano. In precedenza il sindacato aveva segnalato sottrazioni anche a Papiano, nel territorio di Marsciano, a San Nicolò di Celle, vicino Deruta, e nella zona di Massa Martana.
La distribuzione geografica degli episodi evidenzia una criticità che interessa diversi punti del tracciato e che accompagna ormai da tempo l’esecuzione degli interventi sulla ferrovia.
Il danno economico raggiunge quota due milioni
Secondo i dati diffusi dalla FIT-CISL Umbria, il conto provocato dalle sottrazioni è arrivato a circa due milioni di euro. La stima comprende il valore del materiale trafugato, la manodopera necessaria per gli interventi, il ripristino degli impianti e i dispositivi da ricollocare.
Il sindacato utilizza il dato anche per sostenere la richiesta di un maggiore controllo dell’infrastruttura. Secondo le sue valutazioni, infatti, un presidio di vigilanza adeguatamente organizzato sarebbe costato meno di un quarto rispetto alle perdite economiche accumulate.
La questione assume quindi un peso che va oltre il valore del metallo sottratto. Ogni episodio comporta ulteriori attività sui cantieri e rende necessario intervenire su impianti già oggetto del programma di recupero.
Timori per cantieri e personale ferroviario
Tra le principali preoccupazioni della FIT-CISL Umbria figurano le possibili conseguenze sull’avanzamento dei lavori. La necessità di sostituire quanto viene sottratto può infatti incidere sulla programmazione degli interventi e rappresentare un ulteriore ostacolo alla conclusione del progetto.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla sicurezza del personale presente lungo la ferrovia. Il timore riguarda eventuali incontri tra gli autori dei furti e i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana o gli addetti delle imprese impegnate negli appalti.
Da qui la richiesta di rafforzare rapidamente le attività di controllo nelle zone maggiormente esposte alle incursioni.
Melasecche chiede di accelerare il rilancio della ex Fcu
Sul caso è intervenuto anche Enrico Melasecche, capogruppo della Lega a Palazzo Cesaroni ed ex assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture.
Melasecche sollecita la conclusione nel minor tempo possibile del progetto di ricostruzione e rilancio dell’intera linea, affiancando all’accelerazione dei lavori un’azione di contrasto alle sottrazioni sistematiche e al riciclaggio del rame.
L’intervento pone quindi al centro due aspetti collegati: da una parte il completamento dell’ammodernamento ferroviario, dall’altra la necessità di evitare che nuovi episodi compromettano o rallentino quanto viene realizzato lungo il tracciato.
Segnalate presenze sospette nelle aree dei colpi
Nei giorni scorsi alcune persone avrebbero notato due individui aggirarsi senza un motivo evidente nelle vicinanze delle zone dove sono stati messi a segno alcuni dei furti più consistenti.
La circostanza ha alimentato il sospetto che potesse trattarsi di sopralluoghi, ma non risultano elementi in grado di dimostrare un collegamento tra quelle presenze e gli episodi denunciati. Non è quindi possibile attribuire alle segnalazioni un significato ulteriore rispetto a quanto osservato.
Resta invece accertata la consistenza delle sottrazioni denunciate lungo la linea, con quantità di materiale tali da rendere necessarie operazioni organizzate di rimozione e trasporto.
L’attenzione resta alta sulla ferrovia umbra
La nuova serie di colpi riporta così in primo piano la protezione della ex Ferrovia Centrale Umbra durante una fase delicata del suo recupero. La frequenza degli episodi interessa direttamente un’infrastruttura sulla quale sono impegnati tecnici e imprese per gli interventi programmati.
L’ultimo furto di Cesi aggiunge altri mille metri di cavo al materiale già sottratto e conferma la persistenza del problema lungo la tratta Perugia Ponte San Giovanni-Terni.
Per la FIT-CISL Umbria la priorità è ora impedire ulteriori incursioni attraverso una maggiore vigilanza, tutelando contemporaneamente l’avanzamento dei cantieri, gli impianti e il personale impegnato sulla linea.

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