Espulsione eseguita con scorta, rimpatriato 48enne pericoloso

Espulsione eseguita con scorta, rimpatriato 48enne pericoloso

Provvedimento eseguito dalla Questura dopo anni di condanne varie

✈️ La Questura di Perugia ha eseguito il rimpatrio con scorta internazionale di un 48enne destinatario di espulsione giudiziaria. Il provvedimento è stato portato a termine il 31 luglio dopo un lungo iter amministrativo e penale.


Espulsione eseguita dopo un lungo iter amministrativo e giudiziario

L’Ufficio Immigrazione della Questura di Perugia ha dato esecuzione, nella giornata del 31 luglio 2026, al rimpatrio di un 48enne destinatario di un provvedimento di espulsione giudiziaria emesso ai sensi dell’articolo 16, comma 5, del Testo Unico sull’Immigrazione. L’uomo è stato accompagnato nel proprio Paese di origine attraverso una scorta internazionale composta da quattro operatori specializzati, che ha garantito l’esecuzione del provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria.

L’espulsione rappresenta l’ultimo passaggio di un procedimento amministrativo e penale sviluppatosi nel corso degli anni, dopo numerosi provvedimenti adottati nei confronti dell’interessato.

L’ingresso in Italia e la revoca del permesso di soggiorno

Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Perugia, il cittadino era entrato in Italia nel 2002, approdando sulle coste della Sicilia. Nel corso della sua permanenza aveva ottenuto inizialmente un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, successivamente convertito in permesso per motivi familiari in seguito al matrimonio con una cittadina italiana.

Nel 2015, tuttavia, il Questore di Perugia aveva respinto la richiesta di rinnovo del titolo di soggiorno. Alla base della decisione erano stati rilevati sia il venir meno dei requisiti connessi alla convivenza con la moglie e la figlia, sia elementi riconducibili alla pericolosità sociale dell’uomo.

I provvedimenti amministrativi e il mancato allontanamento

Sul piano amministrativo il 48enne era già stato destinatario, nel 2022, di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Perugia, accompagnato dall’ordine di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.

La mancata ottemperanza a tale disposizione aveva determinato l’emissione di un nuovo provvedimento prefettizio e il successivo trasferimento presso il Centro di permanenza per il rimpatrio di Gorizia. Le operazioni previste per l’allontanamento erano però state successivamente annullate e l’uomo era stato dimesso con un ulteriore ordine emesso dal Questore.

Numerosi precedenti penali durante la permanenza in Italia

Nel corso degli anni il cittadino ha riportato numerosi precedenti penali. Le condanne riguardano reati di resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, evasione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

A questi si aggiungono denunce per guida in stato di alterazione alcolica, falsità ideologica commessa dal privato, violenza e danneggiamento.

Gli elementi raccolti nel tempo hanno contribuito alla valutazione della sua posizione sia sotto il profilo amministrativo sia nell’ambito dell’esecuzione della pena.

La detenzione e i comportamenti contestati in carcere

Nel 2024 il 48enne è stato trasferito in un istituto penitenziario in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, dovendo espiare una pena complessiva pari a tre anni e due mesi di reclusione.

Durante la permanenza in carcere gli sono state contestate otto violazioni disciplinari per comportamenti ritenuti offensivi, inosservanza degli ordini impartiti e danneggiamento di beni appartenenti all’Amministrazione penitenziaria. Tali episodi hanno comportato l’applicazione delle relative sanzioni disciplinari.

Il primo tentativo fallito e il rimpatrio definitivo

Nel periodo di detenzione il Magistrato di Sorveglianza di Perugia aveva già disposto una prima espulsione giudiziaria come misura alternativa alla prosecuzione della pena.

L’esecuzione del provvedimento non era però stata possibile perché, secondo quanto riferito dalla Questura, il cittadino si era reso protagonista di atti di autolesionismo, circostanza che aveva impedito il completamento delle operazioni di rimpatrio.

Successivamente, nel 2025, il Magistrato di Sorveglianza ha rivalutato la posizione dell’interessato ed emesso un nuovo decreto di espulsione giudiziaria.

Il provvedimento è stato infine eseguito il 31 luglio 2026, quando il 48enne è stato accompagnato nel proprio Paese di origine mediante una scorta internazionale composta da quattro operatori specializzati, concludendo così il procedimento avviato nei suoi confronti.

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