Esplosione palazzina Terni, indagine per disastro colposo

 
Chiama o scrivi in redazione


Esplosione palazzina Terni, indagine per disastro colposo

Esplosione palazzina Terni, indagine per disastro colposo

Un fascicolo contro ignoti è stato aperto con le ipotesi di reato di incendio e disastro colposo. Un atto dovuto seguito all’esplosione che ha distrutto quattro dei sedici appartamenti della palazzina di via degli Arroni, a Santa Maria Maddalena a Terni.

Le indagini serrate, coordinate dal sostituto procuratore, Matthias Viggiano, vedono impegnati gli investigatori del nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. A causa dello scoppio sono rimasti ustionati i due nigeriani che vivevano in affitto e un ternano che era andato ad aiutarli a capire i motivi di quel forte odore.

Uno degli stranieri è in condizioni gravissime nel reparto grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma. Gli altri due, con ustioni meno gravi, sono ricoverati all’ospedale di Terni. Le loro condizioni sono stazionarie. Entrambi sono sottoposti a  medicazioni e  terapia di supporto (di idratazione e antibiotica). Palazzina posta sotto sequestro per accertamenti giudiziari.

Nella giornata di ieri gli investigatori sono rimasti per ore nella palazzina devastata. Vanno a caccia di ogni elemento utile a ricostruire la dinamica di quella che ha rischiato di trasformarsi in una strage. Una fuga di gas è all’origine dell’accaduto. La certezza è che quella casa non era allacciata alla rete del metano.

L’ipotesi al momento più plausibile e che l’appartamento – non allacciato alla rete del metano ma rifornito da bombole gpl fisse, esterne e ricaricabili – si sia saturato dopo il rifornimento di gas effettuato sabato, in ragione del fatto che i rubinetti interni l’abitazione erano stati lasciati aperti dopo che il combustibile era finito.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*