Obbligo di dimora e sospensione attività per 15 giorni
Un’operazione della Polizia di Stato ha portato all’arresto di un uomo di 49 anni, residente a San Gemini, accusato di detenzione e spaccio di cocaina. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Terni, ha avuto come fulcro un negozio di telefonia trasformato in punto di cessione di stupefacenti. Gli agenti, dopo un’attività di osservazione, hanno notato un cliente uscire dall’esercizio con un involucro sospetto: fermato poco dopo, ha consegnato circa un grammo di cocaina, dichiarando di averlo acquistato all’interno del negozio.
La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire 13 dosi termosaldate per oltre 10 grammi complessivi, materiale per il confezionamento e 80 euro, ritenuti provento della vendita appena avvenuta. L’azione si è estesa alle abitazioni collegate all’indagato, dove sono stati trovati strumenti di pesatura, cellophane identico a quello usato per confezionare le dosi e un ingente quantitativo di cocaina già suddivisa: 259 involucri, pari a oltre 726 grammi, oltre a 3.900 euro nascosti in una botola.
Il sequestro complessivo ha confermato la portata dell’attività illecita. Dopo l’arresto, l’uomo è stato condotto in Questura e sottoposto agli arresti domiciliari. All’udienza di convalida, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con permanenza notturna presso l’abitazione.
Il Questore di Terni, Antonino Abenante, ha inoltre emesso un provvedimento di sospensione dell’attività commerciale per 15 giorni, ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., misura cautelare volta a tutelare la sicurezza pubblica e a prevenire ulteriori episodi di spaccio.
L’operazione evidenzia l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di droga, soprattutto quando viene celato dietro attività apparentemente lecite. La vicenda ha destato forte allarme nella comunità locale, dove il negozio era conosciuto come punto di riferimento per servizi di telefonia. La trasformazione dell’esercizio in luogo di cessione di stupefacenti ha reso necessario un intervento immediato, con l’obiettivo di interrompere una rete di distribuzione che, secondo gli investigatori, poteva avere ramificazioni più ampie.
La misura cautelare e la sospensione dell’attività rappresentano un segnale chiaro: l’utilizzo di esercizi commerciali per fini criminali non sarà tollerato. L’episodio si inserisce in un quadro di intensificazione dei controlli sul territorio, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione e alle attività economiche che possono celare traffici illeciti.
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