Dieci ore di attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Terni per la lastra
La domenica scorsa, nel reparto di emergenza e urgenza dell’ospedale di Terni, si sono verificate situazioni di attesa estremamente lunghe e un episodio di commenti razzisti da parte di una dottoressa. Gianfranco Mascia, responsabile comunicazione di Europa verde, ha denunciato l’esperienza in una lettera inviata alla redazione del Corriere dell’Umbria, raccontando la storia di sua moglie, una paziente che aveva subito un’operazione per una frattura al piede presso il reparto ortopedico dell’ospedale di Terni.
Dopo l’intervento chirurgico – scrive il quotidiano -, la donna aveva riscontrato problemi nei controlli post-operatori, manifestando forti dolori e lividi. La domenica successiva, la paziente è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Terni per una lastra, ma è stata costretta ad affrontare un’attesa estenuante di dieci ore.
Ci sarebbero stati anche commenti razzisti da parte di una dottoressa: ‘Lei non è venuta su un barcone, no? E non ha la pelle nera, giusto? E cosa si aspetta? In Italia ci si occupa solo dei migranti’.
La situazione è stata descritta come caotica e sotto pressione a causa del gran numero di pazienti in condizioni critiche e gravi (codice rosso e arancione). Solo con l’intervento di un medico di origini straniere, che aveva appena iniziato il suo turno, la situazione si è sbloccata e la paziente è stata dimessa.
La denuncia di attese così lunghe nel pronto soccorso di Terni supera i limiti stabiliti dalle direttive nazionali, che raccomandano tempi massimi di attesa di otto ore per una corretta gestione delle emergenze e delle situazioni complesse.
L’ospedale ha spiegato che la mancanza dei medici di medicina generale nella domenica può aver contribuito alla situazione e ha sottolineato che i tempi massimi di attesa variano a seconda della priorità del paziente.

Se una migrante avesse atteso 10 ore al Pronto Soccorso probabilmente il personale sanitario sarebbe stato accusato di razzismo.