Denunciò aggressione, ritirata tessera arbitro all’assessore allo sport di Terni

Denunciò aggressione, ritirata tessera arbitro all'assessore allo sport di Terni

Denunciò aggressione, ritirata tessera arbitro all’assessore allo sport di Terni

Ritirata la tessera di arbitro all’assessore allo sport del Comune di Terni, Elena Proietti, attualmente assessore allo sport. E’ quanto ha deciso la commissione disciplina per l’Umbria dell’Aia. Proietti, avrebbe “arrecato un grave danno all’immagine interna ed esterna dell’associazione” in alcune interviste concesse nel novembre di un anno fa a diversi mezzi di informazione.

Interviste fatte – si legge nel provvedimento, “senza un’apposita autorizzazione da parte del presidente Aia”. Al centro delle dichiarazioni rilasciate dall’arbitro l’aggressione subita nel dicembre 2014 in occasione della partita di prima categoria Real Quadrelli-Trevana, durante la quale venne colpita da un pugno da un calciatore nel corso di una rissa. A rendere noto e pubblicare integralmente il provvedimento disciplinare datato 15 ottobre, in un post su Facebook, è stata la stessa Proietti.

A seguito di quel fatto, Proietti aveva denunciato di essere stata “abbandonata” dall’Associazione degli arbitri. “Ecco l’epilogo di questa tragicomica vicenda – scrive l’assessore sul post – in cui chi subisce una violenza non né può neanche parlare né denunciare pubblicamente. Dopo 15 anni di onorato servizio mi viene ritirata la tessera perché ho cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza sugli arbitri. Ad maiora”.

Per la commissione di disciplina “tenuto conto che le dichiarazioni sono state rilasciate a distanza di ben quattro anni dall’episodio, il comportamento tenuto nell’intera vicenda dall’associata appare alquanto strumentale, dettato da fini personali e politici approfittando, nella circostanza, della discussione in atto relativamente ad un grave episodio di violenza accaduto nel corso di una gara del campionato di promozione laziale”.

Per la commissione di disciplina il comportamento tenuto nell’intera vicenda dall’associata appare alquanto strumentale, dettato da fini personali e politici.

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