Denuncia a Perugia per due coniugi accusati di furto di capi

Denuncia a Perugia per due coniugi accusati di furto di capi

Un dipendente infedele e la consorte scoperti a Perugia

Il meccanismo illecito all’interno del marchio storico

Una sistematica attività di sottrazione di capi di abbigliamento di alta gamma è stata scoperta all’interno di un prestigioso marchio della moda umbra. I militari dell’Arma dei Carabinieri hanno deferito in stato di libertà un uomo di cinquanta anni e la consorte di quarantacinque anni, residenti nel territorio locale. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, il marito sfruttava la propria posizione professionale all’interno dello stabilimento per asportare i prodotti tessili finiti. Successivamente, la moglie si occupava della commercializzazione dei beni di lusso, inserendo gli annunci su piattaforme digitali specializzate nel commercio di seconda mano e canali web dedicati.

Le indagini e il blitz nell’abitazione dei sospettati

L’attività investigativa ha preso il via a seguito di una dettagliata segnalazione formale presentata dal rappresentante legale della storica azienda perugina, che vanta un secolo di operatività nel settore della moda. Gli ammanchi prolungati nel tempo hanno spinto gli inquirenti a concentrare l’attenzione sui movimenti del dipendente. Di conseguenza, l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione domiciliare eseguito tempestivamente dalle forze dell’ordine. Durante il controllo nell’appartamento della coppia, i carabinieri hanno rinvenuto ben duecentodiciannove indumenti provvisti di marchio contraffatto o sottratti, il cui valore complessivo sul mercato si aggira intorno ai sessantatremila euro. Unitamente alla merce, i militari hanno sequestrato una somma di denaro contante superiore a diecimila euro, ritenuta il provento della rivendita illegale.

Gli sviluppi investigativi e i nodi da sciogliere

L’intera refurtiva recuperata è stata già riconsegnata ai legittimi proprietari dell’azienda, riducendo parzialmente il danno economico subito dal marchio. Nonostante il sequestro e il deferimento della coppia per i reati di furto aggravato e ricettazione in concorso, gli accertamenti degli investigatori non sono ancora terminati. Gli inquirenti stanno analizzando i registri aziendali per comprendere le modalità esatte con cui il lavoratore riuscisse a eludere i sistemi di sorveglianza interni. Inoltre, l’attenzione della Procura rimane alta per verificare l’eventuale presenza di complici o facilitatori all’interno della stessa catena logistica dello stabilimento tessile.

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