Polizia locale scopre documento manomesso durante verifica stradale
Nel corso di mirati controlli stradali sul territorio comunale, la Polizia locale di Corciano ha scoperto un caso di manomissione di una carta d’identità elettronica, circostanza che ha portato alla denuncia di un automobilista già noto alle forze dell’ordine.
Gli agenti, impegnati in verifiche di routine, hanno fermato un veicolo e chiesto i documenti al conducente. Durante l’ispezione, lo sguardo degli operatori è stato attirato da un particolare anomalo: sulla superficie della carta d’identità elettronica presentata era visibile un taglio netto, di forma quadrata, che ha immediatamente destato sospetti.
Per fugare ogni dubbio, il conducente è stato invitato a seguire gli agenti presso il Comando della Polizia locale, dove si è proceduto ad analisi tecniche attraverso gli strumenti in dotazione all’Ufficio Falsi Documentali. Le verifiche hanno confermato che il documento fosse effettivamente originale, ma alterato: dal supporto era stato asportato il microchip contactless, elemento fondamentale della tessera, che custodisce in modalità sicura i dati anagrafici e biometrici del titolare, oltre alle informazioni necessarie per la sua identificazione online.
L’assenza del microchip ha impedito qualsiasi lettura elettronica del documento, rendendolo di fatto non utilizzabile per le procedure telematiche. La circostanza ha rafforzato i sospetti degli agenti sulla finalità della manomissione, aprendo la possibilità che il documento potesse essere impiegato in contesti illeciti.
Dai controlli effettuati in banca dati è emerso che l’uomo fermato era gravato da numerosi precedenti e si trovava già sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari, con affidamento in prova ai servizi sociali. Tale condizione ha reso ancora più rilevante la scoperta degli agenti, chiamati a comprendere la motivazione dietro l’alterazione del documento.
Al termine degli accertamenti, la carta d’identità è stata sequestrata e il conducente denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Perugia. Le indagini proseguono per chiarire in che contesto il documento potesse essere utilizzato e se la rimozione del microchip fosse funzionale a eludere controlli o a favorire attività di natura fraudolenta.
Il caso rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza dei controlli capillari effettuati dalla Polizia locale, capaci di intercettare non soltanto irregolarità stradali, ma anche condotte potenzialmente collegate a reati più gravi.

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