Controlli Nas su listeria, 8 sanzioni in Umbria, chiuso un laboratorio

Controlli Nas su listeria, 8 sanzioni in Umbria, chiuso un laboratorio

Partite di carne senza etichetta e in alcuni casi scaduta. E’ quanto hanno trovato i carabinieri umbri del Nucleo anti sofisticazione dell’Arma (NAS), guidati dal comandante Sergio Riccardi.

Cinque le strutture di lavorazione e vendita carni sanzionate nell’ultimo mese. Un laboratorio da 300 mila euro della provincia di Perugia è stato chiuso e riaperto dopo tre giorni, al ripristino delle condizioni igienico sanitarie richieste. Otto le sanzioni per un valore di ottomila euro.

Sono state sequestrate 159 kg di prodotti, tra di wurstel le salsicce, per un valore commerciale di circa 4 mila euro. Nel totale sono state controllate circa 20 aziende e cinque di queste sono state sanzionate per irregolarità.

E’ il bilancio della campagna effettuata anche in Umbria per prevenire la diffusione della Listeria. Campagna di controlli realizzata su tutto il territorio nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, di concerto con il Ministero della Salute, a seguito dei recenti episodi di intossicazione da Listeria connessi con il consumo di alimenti crudi o a ridotta cottura (es. würstel).

In Italia sono state ispezionate 1.095 aziende di lavorazione e trasformazione di alimenti maggiormente esposti alla contaminazione da batterio Listeria (würstel, insaccati con stagionatura breve e prodotti similari), di prodotti caseari a limitata maturazione, nonché di gastronomia con farcitura fresca (tramezzini, panini, ecc.), confezionati in atmosfera controllata per la fornitura alla Grande Distribuzione Organizzata e alle ditte di gestione dei distributori automatici.

Ad esito della campagna di controlli, i Carabinieri Nas hanno accertato irregolarità in 335 strutture (pari al 30% circa degli obiettivi controllati), a seguito delle quali sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria e Sanitaria 310 operatori di settore, contestando 541 violazioni penali e amministrative, per un valore di oltre 365 mila euro.

Tra le criticità riscontrate è stato rilevato l’uso di materie prime scadute di validità e in cattivo stato di conservazione e, con particolare frequenza, la mancata applicazione delle procedure preventive di autocontrollo e tracciabilità degli alimenti, elementi essenziali per individuare e contenere possibili casi di intossicazione causati dal consumo di alimenti nocivi o pericolosi.

Complessivamente gli interventi hanno consentito di rinvenire e sequestrare 14 tonnellate di alimenti irregolari, per un valore commerciale di circa 327.000 euro, nonché eseguire provvedimenti di chiusura / sospensione nei confronti di 23 imprese produttive e commerciali, il cui valore economico ammonta ad oltre 7 milioni di euro.

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