Rubata la seconda canale, cresce l’allarme sicurezza
Collescipoli torna a fare i conti con i furti. Nei giorni scorsi ignoti hanno portato via una delle due canale in ghisa del lavatoio di via Castello, risalente al 1907, un manufatto di archeologia industriale che rappresentava un riferimento storico e culturale per il borgo. Il gesto ha suscitato indignazione e amarezza tra i residenti, che chiedono maggiori misure di sicurezza e un’attenzione più concreta verso la tutela del patrimonio pubblico.
Non si tratta di un episodio isolato. Già lo scorso anno era stata rubata la prima canale del lavatoio, mai sostituita nonostante le richieste della comunità. Ora, con il furto della seconda, il monumento è stato completamente privato dei suoi elementi originali. L’accaduto ha riacceso il dibattito sulla protezione dei beni comuni e sull’efficacia dei sistemi di sorveglianza attualmente in funzione.
Il presidente dell’associazione culturale “L’Astrolabio”, Giuseppe Rogari, ha denunciato il ripetersi degli episodi e sottolineato la necessità di interventi immediati. Rogari ha spiegato che, nonostante l’attivazione di due telecamere agli ingressi del borgo, restano dubbi sul loro effettivo funzionamento: in particolare quella di porta Ternana sembrerebbe non essere in grado di registrare correttamente e il suo sportello risulta danneggiato. L’associazione chiede verifiche sui dispositivi esistenti e l’installazione di nuove telecamere nei parcheggi, considerati punti sensibili.
Secondo Rogari, il furto dell’ultima canale non è che l’atto conclusivo di una serie di sottrazioni e danneggiamenti al patrimonio di Collescipoli. La richiesta dell’Astrolabio è chiara: rafforzare la vigilanza, implementare la presenza dei vigili urbani e affiancare le forze dell’ordine locali in un controllo più serrato del territorio.
La vicenda del lavatoio è solo uno degli aspetti di un malessere più ampio. I cittadini lamentano da tempo una progressiva perdita di servizi e punti di riferimento nel borgo. Da settembre, infatti, Collescipoli non dispone più nemmeno di un negozio di generi alimentari, dopo la chiusura dell’ultimo esercizio rimasto. Una circostanza che pesa sulla vita dei circa 400 residenti, costretti a rivolgersi altrove per le necessità quotidiane.
Anche in questo caso l’associazione “L’Astrolabio” ha richiamato l’attenzione delle istituzioni, sottolineando come la chiusura dei servizi essenziali sia conseguenza di scelte amministrative che avrebbero interrotto i processi di valorizzazione del borgo. Per molti abitanti, l’assenza di un presidio commerciale rappresenta un ulteriore segnale di abbandono, aggravando la percezione di isolamento e insicurezza.
Il furto della canale del lavatoio di via Castello si aggiunge così a una serie di episodi che hanno colpito il piccolo centro e che, secondo i residenti, minano il tessuto sociale e culturale della comunità. Tra atti vandalici, sottrazioni di beni pubblici e la mancanza di servizi primari, Collescipoli si trova a vivere una condizione di fragilità che alimenta preoccupazione e malcontento.
L’appello dei cittadini e delle associazioni è ora rivolto alle istituzioni comunali e alle forze dell’ordine: servono azioni concrete per garantire sicurezza, tutelare il patrimonio storico e restituire al borgo servizi fondamentali. Solo così, sostengono i residenti, sarà possibile contrastare l’abbandono e restituire dignità a una comunità che chiede di essere ascoltata.

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