Caporalato e rischi sul lavoro, autolavaggio sotto sequestro a Gualdo

Caporalato e rischi sul lavoro, autolavaggio sotto sequestro a Gualdo

Controlli dei Carabinieri, attività sospesa e multe elevate

📌 FLASH NEWS – Gualdo Tadino, controlli in un autolavaggio: contestati sfruttamento del lavoro e gravi violazioni sulla sicurezza. Attività sospesa, luogo di lavoro sequestrato. Ammende per circa 23mila euro e sanzioni.


Un controllo congiunto dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Perugia e del Nucleo Carabinieri Forestale di Gualdo Tadino ha portato alla sospensione dell’attività di un autolavaggio situato nel territorio comunale di Gualdo Tadino. Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate irregolarità riguardanti la sicurezza dei lavoratori e sono emersi elementi che hanno determinato la contestazione dello sfruttamento del lavoro.

L’attività, gestita da un imprenditore extracomunitario, è stata sottoposta ad accertamenti nell’ambito della campagna preventiva predisposta per contrastare fenomeni di sfruttamento lavorativo nel settore del lavaggio dei veicoli.

Al termine delle verifiche sono state elevate ammende complessive per circa 23.000 euro e sanzioni amministrative per ulteriori 5.500 euro. I luoghi di lavoro sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo, mentre l’imprenditore è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia.

Il controllo nell’autolavaggio di Gualdo Tadino

L’accesso ispettivo è stato condotto dai militari specializzati dell’Arma con la collaborazione degli ispettori dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia e con l’ausilio di un interprete.

L’intervento rientra nelle attività preventive indirizzate al comparto degli autolavaggi, settore sottoposto a specifica attenzione per individuare eventuali situazioni di sfruttamento dei lavoratori e verificare contemporaneamente il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza.

Al momento dell’ispezione, all’interno dell’attività erano presenti due lavoratori. Gli accertamenti hanno riguardato sia le condizioni nelle quali venivano svolte le mansioni sia gli aspetti documentali e organizzativi previsti dalla normativa sulla prevenzione degli infortuni.

Le carenze riscontrate sulla sicurezza

Secondo quanto emerso dal controllo, nell’autolavaggio sarebbero state rilevate gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Le contestazioni hanno interessato innanzitutto l’assenza della documentazione obbligatoria e l’inadeguatezza strutturale dei luoghi nei quali venivano svolte le attività.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la mancanza di un’adeguata formazione sulla sicurezza destinata ai lavoratori. Tra le irregolarità riscontrate figura anche la mancata predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi, strumento previsto per individuare e valutare i pericoli presenti nell’ambiente lavorativo.

Non sarebbe stato inoltre designato il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. L’insieme delle violazioni accertate durante l’accesso ha determinato l’adozione del provvedimento di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

Contestato lo sfruttamento dei due lavoratori

La verifica non si è limitata agli aspetti relativi alla sicurezza. Gli accertamenti condotti sul rapporto con i due dipendenti hanno fatto emergere elementi sulla base dei quali è stato contestato lo sfruttamento del lavoro.

In particolare, l’attenzione degli ispettori si è concentrata sugli orari ai quali sarebbero stati sottoposti i lavoratori e sulle retribuzioni corrisposte. Secondo quanto rilevato durante il controllo, i compensi sarebbero risultati nettamente inferiori rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di categoria applicabili.

Gli elementi raccolti hanno riguardato anche le condizioni concrete nelle quali i dipendenti erano chiamati a svolgere le proprie mansioni. La situazione accertata, secondo quanto contestato nel corso dell’ispezione, avrebbe comportato per i lavoratori gravi rischi per la loro incolumità.

Sono proprio la combinazione tra condizioni lavorative, orari, trattamento economico e situazione dei luoghi di lavoro ad avere assunto rilievo nell’ambito delle contestazioni formulate a seguito dell’intervento.

Ammende per 23mila euro e sanzioni per 5.500 euro

Le irregolarità riscontrate hanno determinato una serie di provvedimenti. Nel corso dell’attività ispettiva sono state impartite prescrizioni finalizzate al ripristino delle condizioni di sicurezza necessarie per lo svolgimento dell’attività.

Sul piano economico sono state elevate ammende per un importo complessivo di circa 23.000 euro. A questa cifra si aggiungono sanzioni amministrative per complessivi 5.500 euro.

È stata inoltre disposta la sospensione dell’attività. I locali utilizzati per il lavoro sono stati sottoposti a sequestro preventivo, provvedimento adottato con l’obiettivo di impedire la reiterazione dei reati contestati durante l’accertamento.

L’intervento ha quindi interessato contemporaneamente diversi profili: la tutela dei dipendenti, il rispetto delle norme sulla prevenzione dei rischi, il trattamento economico dei lavoratori e le condizioni strutturali nelle quali veniva esercitata l’attività.

I controlli dei Carabinieri Forestali sui rifiuti

Durante la stessa verifica è intervenuto anche il Nucleo Carabinieri Forestale di Gualdo Tadino, che ha concentrato gli accertamenti sugli aspetti ambientali collegati all’attività dell’autolavaggio.

I militari hanno riscontrato la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti nelle aree interessate dalle lavorazioni. Secondo quanto accertato, il deposito si sarebbe formato durante l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

La situazione rilevata è stata considerata in violazione delle disposizioni contenute nel Testo Unico Ambientale. Alle contestazioni riguardanti lavoro e sicurezza si sono pertanto aggiunti gli accertamenti relativi alla gestione dei rifiuti presenti nell’area.

Imprenditore deferito alla Procura di Perugia

A conclusione dell’attività di controllo, l’imprenditore che gestisce l’autolavaggio è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia per le violazioni contestate.

L’ispezione ha dunque portato alla sospensione dell’attività, all’applicazione delle ammende e delle sanzioni amministrative, al sequestro preventivo dei luoghi di lavoro e alla trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria.

Gli accertamenti effettuati a Gualdo Tadino si inseriscono nella più ampia attività preventiva di controllo dedicata al settore del lavaggio dei veicoli, con particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori, alla sicurezza degli ambienti e al rispetto delle disposizioni ambientali.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: l’imprenditore coinvolto nel procedimento non può essere considerato colpevole fino a quando un’eventuale responsabilità non sarà accertata con una sentenza definitiva di condanna.

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