Bivacchi nei garage a Fontivegge, nuovo allarme dai residenti

Segnalazioni anche a San Sisto, via Donizetti e via Scarlatti

Nuove segnalazioni di degrado urbano sono emerse in queste ore da Fontivegge, dove alcuni residenti hanno documentato la presenza di bivacchi nei pressi dei garage di via Luzzatti, zona adiacente alla stazione ferroviaria. A denunciare la situazione è stato Giulietto Albioni, tra i promotori del gruppo civico Progetto Fontivegge, che ha pubblicato sui social alcune fotografie ritraente abiti abbandonati, rifiuti e buste di plastica, evidenziando le criticità dell’area. Lo riporta anche il messaggero Umbria in un articolo a firma di Egle Priolo.

«Questa è la situazione odierna all’ingresso dei garage in via Luzzatti. Penso che non ci siano parole», ha scritto Albioni, commentando la scena. La pubblicazione ha suscitato numerosi interventi da parte degli abitanti del quartiere, alcuni dei quali denunciano la frequenza con cui si verificano simili episodi, aggravati – secondo loro – dall’arrivo della stagione calda.

«Così non si vive più», affermano alcuni residenti, invocando un intervento urgente da parte delle istituzioni. La zona, considerata una delle porte d’ingresso della città anche per i turisti, è al centro di un dibattito ormai ricorrente, che mette in evidenza problemi legati alla sicurezza urbana, al disagio sociale e alla gestione degli spazi pubblici.

La nuova segnalazione arriva a breve distanza da un episodio analogo avvenuto in via Mario Angeloni, documentato da Lorenzo Brunetti, guardia giurata e residente in zona. Durante un controllo notturno, Brunetti ha scoperto un materasso, tracce di sostanze stupefacenti e immondizia dietro una porta all’interno di un garage sotterraneo di piazza del Bacio. In quel caso, è stata nuovamente evidenziata la presenza di persone in condizioni di grave emarginazione, incluse persone senza fissa dimora, stranieri e tossicodipendenti.

Brunetti ha ribadito che l’area vicino alla rampa di uscita del supermercato in via Angeloni si presenta in evidente stato di abbandono, descrivendo non solo le condizioni materiali del luogo, ma anche la sofferenza di chi vive in tali contesti. «Non si tratta solo di degrado», ha dichiarato, «ma anche di un problema sociale che richiede risposte concrete».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*