Bastardo sarà chi ha scritto questa infamia contro le Forze dell’Ordine

 
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Bastardo sarà chi ha scritto questa infamia contro le Forze dell'Ordine

Bastardo sarà chi ha scritto questa infamia contro le Forze dell’ordine

La fontana di Aldo Rossi in piazza del Bacio, uno dei simboli di Fontivegge, appena restaurata ma non ancora inaugurata, è stata sfregiata da ignoti la notte scorsa. A darne comunicazione è l’agente notturno Lorenzo Brunetti.

“La scritta che compare – scrive in una nota – è “A.C.A.B.” acronimo di “All Cops Are Bastards” (Tutti i poliziotti sono bastardi), un termine dispregiativo che viene scritto sui muri o tatuato sulla pelle da chi accusa la polizia e, in senso più generale, il potere delle istituzioni dello Stato. Paradossalmente – spiega – questo sentimento di odio unisce le frange antagoniste anarchiche, estrema sinistra ed i gruppi nazionalisti o di estrema destra. I giovani spesso utilizzano ACAB per mostrarsi ribelli o alternativi. Nel contesto di Fontivegge potrebbe coincidere come espressione di disappunto per la massiccia presenza delle forze dell’ordine e Esercito che proprio in questo ultimo periodo si sta concentrando nel quartiere.

Cosa vuol dire A.C.A.B. (Fonte: Wikipedia)
A.C.A.B. è l’acronimo di All cops are bastards (lett. “tutti i poliziotti sono bastardi”). Storia L’espressione si è diffusa nel Regno Unito negli anni settanta, mentre l’intero testo esisteva nel parlato dagli anni venti, anche nella forma “All coppers are bastards”[1]. L’acronimo è divenuto di uso popolare negli anni settanta, quando ha dato il titolo a un brano del gruppo britannico The 4-Skins, composto da skinhead che si erano conosciuti nell’ambiente delle tifoserie calcistiche[1] sebbene il concetto fu usato con altre parole ed in un altro contesto nel 1968 dai Rolling Stones in Sympathy for the Devil: «Just as every cop is a criminal, and all the sinners saints, As head is tail, just call me Lucifer, ‘cause I’m in need of some restraint» (Così come ogni poliziotto è un criminale ed ogni peccatore un Santo, come la testa è la coda, tu chiamami pure Lucifero, perché ho bisogno di una qualche moderazione) La popolarità della canzone dei 4-Skins all’interno di tale movimento ha fatto in modo che l’acronimo sia stato adottato come slogan dall’intera cultura skinhead (indipendentemente dallo schieramento politico). Nato nella Gran Bretagna degli anni sessanta, il movimento skinhead si è integrato negli hooligan britannici fin dal principio.[senza fonte] Il movimento ha inoltre da subito manifestato un’antipatia piuttosto diffusa verso i poliziotti e le forze dell’ordine, con cui nascevano spesso dei contrasti, in particolare allo stadio.[senza fonte] Come si può notare, una parte degli stessi hooligan, o degli ultras in genere, è composta da skinhead tutt’oggi, così come continuano le rivalità tra tifosi e forze dell’ordine. Negli anni ottanta, il movimento skinhead si è diffuso anche in Europa e negli Stati Uniti, portando con sé, di conseguenza, le usanze e i detti tipici. Tra questi figura appunto anche il famoso detto A.C.A.B., che successivamente si è esteso anche al resto degli ultras e dei tifosi delle squadre di calcio.[senza fonte] Alcune testimonianze riferiscono che il gruppo The 4-Skins era conosciuto anche in Italia e alcuni skinhead italiani si recavano nel Regno Unito per assistere ai loro concerti. In poco tempo l’acronimo è divenuto noto e utilizzato, seppur presso un gruppo ristretto di persone, anche in Italia.[1]
Restauratrice Francesca Maria Drisaldi

“I lavori di restauro della suggestiva Fontana – aggiunge Brunetti – sono stati curati dalla restauratrice Francesca Maria Drisaldi che pochi giorni fa ho incontrato e conosciuto durante una fase di restauro della fontana. Osservandola al lavoro rimasi colpito dalla passione con cui trattava l’ampia parete in travertino cancellando i brutti graffiti del passato, si prendeva cura di ogni centimetro della superficie, coprendo dettagli come i fori lasciati a vista, cercando pazientemente la migliore soluzione per intervenire con olio di gomito e malta a base di calce. Mi ha parlato della fontana nel suo complesso come fosse una scultura, la vasca di rame con il suo tipico aspetto verdognolo ossidato dal tempo, la scalinata interna che sembra connettersi al cielo, ha riconosciuto nell’insieme una curata ricerca estetica dell’architetto Aldo Rossi, immaginando entusiasta il suo lavoro finito, firmandolo idealmente con un sorriso e le sue mani impolverate”.

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