Barberini e Concorsopoli: la difesa di fronte alle accuse

L'avvocato Brunelli critica il processo, definendolo un "Grande Fratello" giudiziario

Barberini e Concorsopoli: la difesa di fronte alle accuse

Barberini e Concorsopoli: la difesa di fronte alle accuse

Barberini e Concorsopoli – David Brunelli, legale dell’ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini, ha definito il processo in corso una sorta di “Grande Fratello” giudiziario. Barberini è accusato di associazione per delinquere, falso e rivelazione di segreto d’ufficio, con la procura che ha richiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.

La difesa di Barberini: nessuna prova concreta

Durante la sua arringa, scrive il sito Rai, Brunelli ha sostenuto che per sei mesi gli imputati sono stati sottoposti a un monitoraggio costante, ma senza che emergessero prove concrete di un sistema volto a manipolare i concorsi dell’ospedale di Perugia. “È emerso un bestiario di bugie”, ha affermato l’avvocato, ribadendo l’assenza di evidenze che supportino le accuse.

Procedura per infermieri sotto scrutinio

Brunelli ha analizzato dettagliatamente tutte le procedure coinvolte nel procedimento, soffermandosi in particolare sulla selezione per infermieri, l’unica in cui Barberini avrebbe segnalato dei candidati all’ex direttore dell’ospedale, Emilio Duca. Tuttavia, secondo la difesa, Barberini non ha mai avuto accesso agli argomenti delle prove del concorso, che Duca avrebbe ricevuto durante una riunione del consiglio regionale.

L’impulso a delinquere di Duca

Un punto chiave della difesa di Brunelli è stato l’argomento che vede Emilio Duca come principale responsabile del favorire i candidati, attribuendo poi alla politica le raccomandazioni ricevute per giustificarsi. Brunelli ha concluso che non esiste alcun sistema strutturato, respingendo così l’accusa di associazione per delinquere, che è caduta per l’ex presidente della Regione Marini e per Gianpiero Bocci, ma non per Barberini.

Prossimi passi e attesa della sentenza

La discussione sull’accusa di associazione per delinquere per Barberini è stata rimandata alla prossima udienza, fissata per il 21 maggio. Per Marini e Bocci, la procura ha richiesto condanne rispettivamente a due anni e a due anni e quattro mesi. La sentenza del tribunale di Perugia è prevista tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, momento in cui si chiarirà il destino giudiziario degli imputati.

Questo caso continua a suscitare grande interesse e dibattito, in quanto coinvolge figure di rilievo della politica regionale e tocca temi sensibili come l’integrità e la trasparenza nelle procedure concorsuali pubbliche.

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