Badante tunisino convertito al cristianesimo aggredito e derubato

Badante tunisino convertito al cristianesimo aggredito e derubato

Badante tunisino convertito al cristianesimo aggredito e derubato

Nella sera del 12 novembre 2023, un terribile episodio di violenza si è verificato a Ponte San Giovanni, coinvolgendo un trentenne tunisino che lavorava come badante per un anziano e aveva recentemente abbracciato la fede cristiana. Dopo essere stato aggredito e rapinato lungo via Adriatica da tre suoi connazionali, il giovane corre disperatamente verso la caserma dei carabinieri per cercare aiuto e protezione. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria in un articolo a firma di Michele Milletti.

Nonostante le ferite riportate, tra cui una vertebra fratturata, il badante ha avuto il coraggio di afferrare il suo telefono e iniziare a filmare i tre aggressori che lo inseguivano mentre cercava di scappare. Nel racconto dell’aggressione, riportato nell’ordinanza di applicazione di misure cautelari firmata dal gip Natalia Giubilei, il giovane ha descritto come sia stato colpito da pugni, calci e bottiglie di birra lanciate sulla schiena. È emerso anche che le minacce di morte ricevute erano legate alla sua conversione religiosa, accusandolo di non essere un “vero musulmano” a causa della sua frequenza alla chiesa cristiana.

Le prove raccolte, inclusa la testimonianza dell’aggressione e il video registrato dal cellulare del giovane, insieme al riconoscimento fotografico dei tre aggressori fornito dalla polizia e agli accertamenti condotti dagli investigatori, hanno portato la Procura, sotto la direzione di Raffaele Cantone, a richiedere l’applicazione di misure cautelari. Queste misure sono state concesse dal giudice e sono state eseguite nella tarda serata di venerdì, quando uno dei tre indagati è stato arrestato nella zona di Ponte San Giovanni.

Durante gli interrogatori che si svolgeranno nelle prossime ore, gli indagati avranno l’opportunità di rispondere alle accuse a loro contestate, che includono rapina e lesioni con l’aggravante della discriminazione religiosa per aver commesso il reato in più persone riunite.

È interessante notare che i tre aggressori presentano precedenti penali, sebbene uno di loro abbia ottenuto un’assoluzione per tenuità del fatto ed eserciti regolarmente l’attività di gestione di un bar insieme alla moglie.

Gli altri due aggressori, invece, sono descritti come gravati da precedenti penali e si trovano sul territorio nazionale in modo clandestino, anche se la polizia ha registrato l’indirizzo di un domicilio a loro riconducibile.

Entrambi sono noti nel mondo dello spaccio di droga. Alla luce di questa situazione, le autorità stanno prendendo in considerazione la possibilità di espellere i due indagati, e la questione è attualmente all’esame della questura.

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