Avvocati infedeli: divorzio “fantasma”

(DPA) DIVORZIO(UJ.com3.0) PERUGIA – Il procedimento per un divorzio non consensuale può durare oltre quattro anni. Se l’istanza non viene mai presentata, anche se la parte si è rivolta ad un avvocato e ha versato un anticipo, non vedrà mai la luce. È quanto accaduto ad una signora perugina che ha scoperto per caso di essere ancora sposato con l’uomo dal quale voleva separarsi.

La donna, non riuscendo a contattare il proprio avvocato, ha deciso di recarsi in tribunale e chiedere la data di fissazione dell’udienza del suo divorzio. Voleva sapere quando il giudice l’avrebbe dovuta ascoltare per decidere su mantenimento, assegnazione della casa e tutte quelle pratiche che accompagnano la fine di un matrimonio. Arriva in tribunale si rivolge ad un usciere per chiedere informazioni: a quale cancelleria rivolgersi, con chi dover parlare, perché il legale non risponde al telefono e lei non sa nulla. L’addetto la indirizza alla cancelleria competente e le dice che può chiedere tranquillamente in quanto parte interessata e la legge le permette di fare l’accesso agli atti.

Salite le scale la signora si presenta al personale giudiziario e chiede di conoscere lo stato della sua pratica. Il cancelliere fa una ricerca nel registro elettronico e con quel nome non risulta nulla. Allora effettua anche un controllo nei registri cartacei, magari non è stato ancora trascritto. «Signora, ma quando ha presentato l’istanza?» chiede il cancelliere. «Due anni fa sono andata dall’avvocato e abbiamo preparato i documenti. Gli ho anche versato un anticipo per le spese». L’addetto fa un altro controllo, ma non risulta nulla. «Signora qui non solo non esiste la data di rinvio, ma non è mai stato aperto il fascicolo. A noi non risulta per nulla che lei abbia fatto richiesta di divorzio». Nello sguardo della signora la delusione e la rabbia per il comportamento poco professionale dell’avvocato al quale si era rivolta e anche la comprensione del perché si negava al telefono.

ricorsi fantasma

Una vicenda molto simile a quella di un altro avvocato alle prese con decine di clienti che si ritengono danneggiati dalle omissioni del professionista.

Tutte le persone che adesso cercano l’avvocato si erano a lui per fare ricorso contro una multa o per delle cartelle esattoriali da contestare. Secondo il racconto dei clienti il professionisti avrebbe accettato gli incarichi e preso anche degli acconti per le marche da bollo e le spese per atti giudiziari. Solo che non avrebbe fatto nulla di ciò che prevedeva l’incarico legale.

A far scoprire il tutto le notifiche di sanzioni, aggravate da interessi di mora, delle multe e delle cartelle esattoriali non pagate e neppure opposte davanti ad un giudice. Per questo i clienti lo cercano disperatamente.

Due vicende che vanno ad aggiungersi ad altre che riguardano la professione forense a Perugia e su ricavi nascosti al fisco, soldi dei clienti per le tasse spariti e una gestione deontologica degli affari legali poco cristallina.

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