Aveva una lametta e voleva aggredire l’arcivescovo Boccardo

Aveva una lametta e voleva aggredire l’arcivescovo Boccardo

Aveva una lametta e voleva aggredire l’arcivescovo Boccardo

La polizia Polizia Penitenziaria lo ha fermato in tempo evitando la tragedia. Un detenuto aveva in tasca un coltello rudimentale poco prima della Santa Messa in occasione del patrono San Ponziano, al carcere di Spoleto, fra i detenuti e l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo.

L’uomo, un tunisino, è stato prontamente neutralizzato dall’intervento degli uomini, insospettiti dalla richiesta di poter partecipare all’incontro con l’alto prelato. Posto ai controlli, gli agenti gli hanno rinvenuto addosso il coltello rudimentale, costituito dal manico di un rasoio e da una lametta appositamente incastonata nella sua testa.

“Per lui sarà disposto al più presto il trasferimento ad altro istituto, come previsto dalla circolare che ho emanato appositamente per i detenuti pericolosi e aggressivi”, ha commentato il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, immediatamente informato dei fatti. “Ho espresso al Comandante dell’istituto spoletino e ai suoi uomini la mia profonda gratitudine per aver probabilmente sventato, con grande prontezza, un evento gravissimo e dalle possibili implicazioni terroristiche”.

Monsignor Renato Boccardo ha ringraziato la polizia penitenziaria del carcere di Spoleto per avere fermato un detenuto che si accingeva ad assistere alla messa da lui celebrata nell’istituto con una lametta in tasca.

“Ringrazio la polizia penitenziaria della casa di reclusione di Spoleto – ha affermato il presule – per l’efficienza dimostrata e per avere garantito il normale prosieguo della celebrazione eucaristica senza farci accorgere di nulla. La presenza della reliquia di San Ponziano – ha concluso monsignor Boccardo – è stato un bel momento di preghiera, molto apprezzato dai detenuti presenti”.

In merito al comunicato della segreteria locale di Spoleto dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) del 21 gennaio 2019 – dove tra l’altro si riporta: «…riteniamo di dover comunicare un evento accaduto in data 12 gennaio 2019 presso la Casa di Reclusione di Spoleto in occasione della Santa Messa celebrata all’interno dell’Istituto di Pena dall’Arcivescovo Renato Boccardo. Si ritiene di poter affermare che la Polizia Penitenziaria ha, in quella occasione, sventato un possibile attentato nei confronti dell’Arcivescovo, neutralizzando un detenuto di origini Marocchina che cercava di arrivare nella chiesa (interna al carcere, ndr) con un’arma rudimentale … una lametta che usciva dalla parte superiore per circa 3 centimetri» – la Curia Arcivescovile dichiara quanto segue:

  1. L’Arcivescovo è stato informato dell’accaduto al termine della celebrazione eucaristica dal comandante della Polizia Penitenziaria Marco Piersigilli. Ricordiamo che mons. Boccardo si era recato nella Casa di Reclusione di Spoleto per portare la reliquia del Santo Patrono di Spoleto, S. Ponziano, tra i detenuti, dicendo loro: «per ora siete cittadini di Spoleto ed è giusto che possiate venerare anche voi il Patrono». Col Presule hanno concelebrato mons. Eugenio Bartoli, Cappellano del carcere, e don Edoardo Rossi, cerimoniere arcivescovile.
  2. La celebrazione eucaristica si è svolta normalmente, nessuno ha percepito nulla. Al termine della Messa mons. Boccardo si è fatto le foto con i detenuti che lo hanno richiesto dinanzi alla reliquia di S. Ponziano, poi è sceso tra i banchi della chiesa del carcere per salutare uno ad uno i carcerati: in molti lo hanno abbracciato, diversi gli hanno consegnato lettere. Insomma, un profondo momento di preghiera e di umanità con quanti – ha detto l’Arcivescovo – «portano enormi pesi nella vita, conseguenza di errori commessi, ma pur sempre figli amati da Dio».
  3. Il Presule, come concordato con il direttore della Polizia Penitenziaria, ha mantenuto il riserbo sul fatto: era stato comunque informato sulla possibilità che il suddetto sindacato diramasse una nota. Mons. Boccardo ringrazia la Polizia Penitenziaria per «l’efficienza e la delicatezza dimostrata e per aver garantito il normale prosieguo della Messa. La presenza della reliquia di S. Ponziano è stato un bel momento di preghiera, molto apprezzato dai detenuti presenti».
  4. Questo episodio non modificherà il servizio pastorale che la Chiesa assicura ai detenuti tramite il cappellano mons. Eugenio Bartoli e il diacono permanente Francesco Pietro d’Urso. «Anche io, appena, possibile, – afferma mons. Boccardo – tornerò in carcere per far visita a questi fratelli chiamati a costruire la pace nel loro cuore, a recuperare la capacità di progettare e di sognare».

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