Assisi, finto noleggio auto: denunciate due donne per truffa

Assisi, finto noleggio auto: denunciate due donne per truffa
Assisi, finto noleggio auto: denunciate due donne per truffa

Polizia identifica le intestatarie di telefono e conto bancario

📌 FLASH NEWS – Truffa del finto autonoleggio ad Assisi: la Polizia di Stato denuncia due donne di 75 e 53 anni. La vittima aveva versato 400 euro di caparra senza ricevere il veicolo né il rimborso promesso. Indagini partite dalla querela della donna.


Gli agenti del Commissariato di P.S. di Assisi hanno denunciato a piede libero due donne, nate nel 1951 e nel 1973, ritenute responsabili del reato di truffa in concorso. Una delle due persone iscritte nel registro degli indagati risulta già nota alle forze dell’ordine per numerosi precedenti di polizia.

La trattativa e il versamento della caparra

L’attività investigativa è scattata in seguito alla formale querela presentata da una cittadina. La vittima, dopo aver visionato le offerte presenti su un portale web dedicato al noleggio di veicoli, ha avviato i contatti con un sedicente operatore del settore mediante un’applicazione di messaggistica istantanea. Chiuso l’accordo verbale, la donna ha eseguito un bonifico bancario di 400 euro per saldare la caparra richiesta.

Il mancato ritiro del veicolo e la falsa promessa

I primi dubbi sulla regolarità della transazione sono emersi a causa del mancato invio del contratto di locazione. Il giorno stabilito per la consegna della vettura, la cliente ha contattato l’interlocutore per chiedere chiarimenti. Quest’ultimo ha giustificato l’impossibilità di consegnare l’auto accampando un improvviso disguido tecnico e garantendo la restituzione integrale dell’importo versato.

Gli accertamenti e l’identificazione dei responsabili

Trascorsi diversi giorni senza ricevere l’accredito delle somme spettanti, la donna ha compreso di essere rimasta vittima di un raggiro e si è rivolta ai poliziotti. Gli investigatori di Assisi hanno incrociato i dati del numero di telefono impiegato per i contatti con i riscontri analitici sul conto corrente beneficiario del bonifico, risalendo così alle due donne, poi deferite alla Procura della Repubblica.

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