Arrestati barbiere e dipendente per abusi sessuali a Terni

Arrestati barbiere e dipendente per abusi sessuali a Terni

Tre giovani vittime, indagini chiuse con fermo del titolare

La procura di Terni ha portato a compimento un’indagine delicata che ha condotto all’arresto di due cittadini egiziani, titolare e dipendente di due barber-shop situati tra piazza Dalmazia e borgo Rivo. I due sono accusati di violenza sessuale aggravata ai danni di tre ragazze, una delle quali minorenne.

Il primo provvedimento risale a settembre, quando il dipendente, più giovane del titolare, era stato posto agli arresti domiciliari. L’uomo, secondo gli accertamenti della squadra Mobile, avrebbe partecipato agli abusi avvenuti a fine agosto nel negozio di piazza Dalmazia. In quell’occasione, due ragazze erano state convinte a entrare con modi apparentemente cordiali, salvo poi subire violenze.

Pochi giorni dopo, un secondo episodio si è consumato nel locale di borgo Rivo, dove il titolare, 34enne, avrebbe abusato di un’altra giovane con modalità simili. L’uomo era però irreperibile, avendo lasciato l’Italia. La polizia ha atteso il suo rientro, segnalato da fonti investigative, e lo ha fermato venerdì 5 dicembre nel centro di Terni. Non ha opposto resistenza ed è stato tradotto nel carcere di vocabolo Sabbione su ordine del gip.

Il questore Michele Abenante aveva già disposto la sospensione dei due esercizi per 15 giorni a settembre. Ora, con il fermo del titolare, il quadro cautelare appare definito. Il dirigente della Mobile, Lorenzo Lucattoni, ha coordinato le indagini che hanno permesso di ricostruire i fatti e raccogliere riscontri dalle denunce delle vittime.

La vicenda ha suscitato forte allarme nella comunità locale, colpita dalla brutalità degli episodi avvenuti in luoghi di quotidiana frequentazione. Le indagini hanno evidenziato come i responsabili abbiano sfruttato atteggiamenti di apparente disponibilità e simpatia per conquistare la fiducia delle ragazze, trasformando poi quella fiducia in violenza.

La procura sottolinea la gravità degli abusi e la necessità di garantire protezione alle vittime, che hanno avuto il coraggio di denunciare. La polizia di Stato ha ricevuto il plauso delle autorità per la determinazione con cui ha seguito la vicenda fino alla cattura del titolare.

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