Allarme Dia, in Umbria opportunità reinvestire proventi illeciti

Allarme Dia, in Umbria opportunità reinvestire proventi illeciti

L’economia umbra è vista come “l’ennesima opportunità per reinvestire i proventi illeciti” dalla organizzazioni criminali calabresi e campane. E’ quello che emerge dalla relazione sull’attività del primo semestre della Direzione investigativa antimafia.

L’Organismo rileva come in Umbria sia assente una forte criminalità locale mentre siano presenti numerose aziende. Fattori che “hanno favorito la presenza, specie nella provincia di Perugia, di famiglie calabresi e campane”. Fenomeno correlato anche alla presenza a Spoleto e a Terni di carceri con detenuti al 41 bis.

Prima l’insediamento in Umbria dei parenti dei detenuti e poi il successivo interesse delle organizzazioni criminali delle regioni d’origine rivolto all’economia locale. I proventi illeciti vengono reinvestiti nell’acquisto di possedimenti rurali e nelle attività economiche connesse.

La Dia segnala poi l’acquisto e la gestione di locali notturni, funzionali anche al traffico e allo spaccio di droga, nonché allo sfruttamento della prostituzione. Altro settore è quello edile, con la costituzione di imprese controllate da referenti o soggetti legati ai sodalizi mafiosi campani, calabresi e siciliani.

Perugia è poi considerata – sottolinea la Dia – una “importante piazza” per il mercato della droga del centro Italia. Con, in genere, l’eroina che arriva attraverso soggetti di origine nigeriana e la cocaina viene trasportata dagli albanesi, mentre lo spaccio al dettaglio sarebbe operato a sua volta da tunisini.

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