Aggressioni su bus umbri, autisti minacciati da minorenni

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Faisa-Cisal ai prefetti: “Servono interventi urgenti”

Minacce con bottiglie e coltelli, insulti quotidiani, episodi di bullismo e atti di vandalismo a bordo dei mezzi pubblici. È il quadro allarmante denunciato dalla Faisa-Cisal, il sindacato autonomo dei trasporti, che ha inviato una seconda lettera nel giro di pochi mesi ai prefetti di Perugia e Terni, alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e all’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti. Lo riporta oggi il Messaggero Umbria.

A preoccupare, come riportato dal segretario regionale Christian Di Girolamo, è l’escalation di episodi violenti che coinvolgono in modo particolare gruppi di minorenni. Secondo quanto segnalato, autisti dei bus urbani ed extraurbani sono sempre più spesso bersaglio di comportamenti aggressivi, soprattutto da parte di giovani passeggeri. I casi più gravi vedono coinvolti ragazzi under 18 che, in gruppo, brandiscono bottiglie o mostrano coltelli, creando situazioni di pericolo e tensione.

L’ultimo episodio si è verificato a Orvieto, dove un autista è stato minacciato da alcuni giovani con bottiglie. Ma l’allarme riguarda tutta la regione, con segnalazioni frequenti da Perugia, Città di Castello, Terni, dall’area del Trasimeno e dall’Eugubino. Tra le linee considerate più critiche, la Ferentillo-Terni e la Terni-Attigliano nel Ternano, Passignano nel Trasimeno, e la Gubbio-Gualdo Tadino, dove in passato si è già verificata un’aggressione a un conducente.

A Perugia, la zona della stazione di Fontivegge è ritenuta una delle più problematiche. Gli autisti segnalano difficoltà anche sulle linee che collegano via Cortonese al parco Chico Mendez e a Ponte San Giovanni, così come sulla tratta Villa Pitignano-Ponte San Giovanni. I fine settimana, in particolare nel pomeriggio di venerdì, sabato e domenica, sono indicati come i momenti di maggior rischio: gruppi di ragazzi salgono a bordo in direzione dei centri commerciali, spesso in cerca di scontro o occasione di disturbo.

BusItalia ha avviato un piano di sicurezza che prevede la presenza di vigilantes a bordo, a supporto dei controllori, soprattutto a Perugia. Il sistema ha contribuito a migliorare la sicurezza e a contenere l’evasione del pagamento dei biglietti, ma non basta a fronteggiare un fenomeno che appare strutturale.

L’appello del sindacato è chiaro: servono misure concrete, tempestive ed efficaci da parte delle istituzioni per garantire l’incolumità degli operatori del trasporto pubblico locale. La situazione, si legge nella lettera, rischia di diventare una quotidianità inaccettabile. Cresce anche la preoccupazione tra gli utenti, in particolare le famiglie e gli studenti, che chiedono maggiore tutela.

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