Alta Sicurezza, il sindacato chiede interventi urgenti immediati!
🆘 Due agenti della Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere di Spoleto da quattro detenuti dell’Alta Sicurezza. Il Si.N.A.P.Pe denuncia una situazione ormai fuori controllo e chiede provvedimenti urgenti per tutelare il personale.
Grave aggressione nel carcere di Spoleto
Un nuovo episodio di violenza ha interessato la Casa di Reclusione di Spoleto, dove due neo agenti della Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti da quattro detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza. A denunciare quanto accaduto è il Si.N.A.P.Pe, che esprime una ferma condanna dell’episodio e manifesta solidarietà ai due operatori coinvolti.
Secondo quanto riferito dal sindacato, uno dei poliziotti penitenziari, un giovane di circa vent’anni, avrebbe riportato le conseguenze più gravi dell’aggressione. Le lesioni comprendono un trauma al volto, la deviazione del setto nasale e una prognosi di 21 giorni, conseguenze che testimoniano la particolare violenza dell’episodio.
Le contestazioni del sindacato
Il Si.N.A.P.Pe sostiene che l’aggressione rappresenti il risultato di una situazione critica che si trascina da tempo, denunciando una gestione ritenuta insufficiente delle problematiche interne all’istituto penitenziario.
Nel comunicato il sindacato evidenzia che alcuni dei detenuti coinvolti erano già stati destinatari di provvedimenti disciplinari per il possesso di telefoni cellulari all’interno del carcere. Sempre secondo il Si.N.A.P.Pe, per uno degli aggressori sarebbe inoltre rimasto pendente un provvedimento previsto dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, richiesto in considerazione della sua pericolosità ma non ancora emesso.
La sigla sindacale richiama inoltre un precedente episodio verificatosi circa un mese fa, quando un detenuto avrebbe aggredito due ispettori della Polizia Penitenziaria. In quel caso, sostiene il sindacato, non sarebbero stati adottati né il trasferimento dell’interessato né il provvedimento previsto dall’articolo 14 bis.
Le criticità denunciate nella gestione
Secondo il Si.N.A.P.Pe, il carcere di Spoleto attraversa una fase di forte difficoltà nella gestione dei detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza.
Il sindacato attribuisce il peggioramento del clima interno a diversi fattori, tra cui l’assenza di una sezione dedicata ai detenuti maggiormente problematici, il mancato alleggerimento del circuito Media Sicurezza, la lentezza nell’applicazione delle sanzioni disciplinari e il mancato trasferimento dei detenuti ritenuti responsabili di aggressioni al personale.
Sempre secondo il Si.N.A.P.Pe, tali condizioni avrebbero contribuito a creare un contesto nel quale gli episodi di violenza si ripetono con crescente frequenza, aumentando i rischi per gli operatori penitenziari impegnati quotidianamente nel servizio.
L’appello alle istituzioni
Il sindacato chiama in causa la Direzione dell’istituto, il Provveditorato regionale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la politica nazionale, ritenendo necessario un intervento tempestivo per affrontare le criticità evidenziate.
Nel documento vengono avanzate richieste precise, tra cui l’emissione dei provvedimenti disciplinari ancora pendenti, il trasferimento dei detenuti ritenuti responsabili delle recenti aggressioni, l’istituzione di una sezione dedicata ai casi ad alta criticità, lo sfollamento del circuito Media Sicurezza, l’apertura di un’inchiesta da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il rafforzamento dell’organico nei reparti maggiormente esposti.
Solidarietà ai colleghi feriti
Il Si.N.A.P.Pe conclude il proprio intervento esprimendo vicinanza ai due agenti rimasti feriti durante l’aggressione e ribadendo la necessità di adottare misure immediate per garantire la sicurezza degli operatori della Polizia Penitenziaria.
Per il sindacato, quanto avvenuto nella Casa di Reclusione di Spoleto rappresenta un episodio che richiede risposte rapide da parte delle istituzioni competenti, affinché vengano rafforzate le condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto e siano prevenuti ulteriori episodi di violenza nei confronti del personale penitenziario.

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