Ponte San Giovanni, FIT CISL Umbria chiede più sicurezza
📌 FLASH NEWS – Tre capi stazione sono stati aggrediti e minacciati nella stazione di Ponte San Giovanni. FIT CISL Umbria denuncia il clima di insicurezza e chiede un incontro con azienda e Prefettura per interventi mirati di prevenzione FS.
Aggressione nella stazione di Ponte San Giovanni
Nuovo episodio di violenza ai danni del personale ferroviario nella stazione di Ponte San Giovanni. Nella serata di ieri tre capi stazione in servizio sono stati coinvolti in un’aggressione da parte di un viaggiatore che, secondo quanto riferito dalla FIT CISL Umbria, avrebbe prima forzato e sfondato la porta dell’ufficio movimento e successivamente avrebbe rivolto minacce ai lavoratori presenti.
L’episodio viene segnalato dal sindacato come un ulteriore fatto grave all’interno di una situazione che, secondo la federazione regionale, sta diventando sempre più difficile per chi opera quotidianamente nelle stazioni e sui servizi ferroviari.
I tre capi stazione si trovavano regolarmente in turno quando la persona è riuscita a entrare nell’ufficio movimento. L’accesso sarebbe avvenuto dopo il danneggiamento della porta. Una volta all’interno dei locali, il viaggiatore avrebbe assunto un comportamento minaccioso nei confronti dei dipendenti.
FIT CISL Umbria torna sul problema della sicurezza
La FIT CISL Umbria sottolinea di avere denunciato da tempo le condizioni nelle quali il personale ferroviario è chiamato a svolgere il proprio lavoro. La questione riguarda sia gli addetti impegnati nelle attività a diretto contatto con il pubblico sia il personale che opera in altri settori delle stazioni.
Secondo il sindacato, quanto accaduto a Ponte San Giovanni rappresenta una nuova conferma delle criticità già evidenziate sul fronte della sicurezza. La federazione considera il problema non circoscritto al singolo episodio, ma collegato alle condizioni vissute quotidianamente dai lavoratori ferroviari.
Nel proprio intervento, la FIT CISL Umbria esprime inoltre sorpresa per il fatto che, nonostante la gravità attribuita all’accaduto, il responsabile sia stato lasciato a piede libero dalle autorità intervenute.
La richiesta di maggiori presidi nelle stazioni
La posizione del sindacato sulla prevenzione è stata già illustrata anche nel corso dell’ultima audizione presso la Regione Umbria. La richiesta avanzata è quella di intervenire in maniera differenziata sulle stazioni, tenendo conto dell’effettiva presenza di servizi ferroviari e delle condizioni di sicurezza nelle diverse fasce orarie.
Per gli impianti nei quali non transitano treni commerciali durante le ore notturne, la FIT CISL Umbria propone la chiusura al pubblico. Per le altre stazioni, invece, viene richiesto un presidio delle forze dell’ordine, soprattutto laddove siano presenti situazioni considerate maggiormente critiche.
Il sindacato ritiene che la presenza fisica di personale dedicato alla sicurezza possa assumere una funzione preventiva e contribuire a tutelare i dipendenti chiamati a lavorare anche nelle ore caratterizzate da una minore presenza di viaggiatori e operatori.
Il nodo delle denunce presentate dai lavoratori
Un altro punto sollevato dalla FIT CISL Umbria riguarda i criteri utilizzati per individuare gli impianti e i convogli sui quali concentrare le attività di controllo. Secondo il sindacato, il numero delle denunce formalmente presentate non dovrebbe essere assunto come unico riferimento per valutare la reale dimensione del fenomeno.
La federazione sostiene infatti che aggressioni verbali e minacce non vengano sempre denunciate dai lavoratori coinvolti. Una situazione che, secondo la rappresentanza sindacale, può determinare una differenza tra gli episodi effettivamente vissuti dal personale e quelli che emergono attraverso le segnalazioni formali.
La FIT CISL Umbria evidenzia che alcuni dipendenti rinuncerebbero a presentare denuncia perché scoraggiati da quella che il sindacato definisce una mancanza di effettività della pena. Per questa ragione, i soli dati relativi alle denunce non sarebbero sufficienti per stabilire dove rafforzare i presidi.
Il futuro presidio FS Security in Umbria
Nel quadro delle misure dedicate alla sicurezza ferroviaria è prevista anche l’apertura di un presidio FS Security in Umbria. La FIT CISL considera questa iniziativa necessaria, ma ritiene che da sola non possa rappresentare una risposta sufficiente alle problematiche segnalate.
Secondo il sindacato, infatti, il nuovo presidio potrà avere una capacità di prevenzione limitata qualora la sua attività non venga accompagnata da adeguati interventi e dalla collaborazione delle forze dell’ordine.
L’obiettivo indicato dalla federazione è costruire un sistema nel quale le diverse misure di sicurezza possano integrarsi, evitando che il personale ferroviario rimanga esposto a episodi di aggressività, intimidazioni o minacce durante lo svolgimento delle proprie mansioni.
Richiesto un confronto con azienda e Prefettura
Dopo quanto avvenuto nella stazione di Ponte San Giovanni, la FIT CISL Umbria ha annunciato l’intenzione di attivarsi immediatamente per chiedere un incontro specifico con l’azienda e la Prefettura.
Il confronto dovrà servire, secondo quanto comunicato dalla federazione, ad approfondire i dettagli dell’episodio e a valutare possibili misure di prevenzione. Il sindacato intende portare al tavolo proposte mirate per rafforzare la tutela dei lavoratori e ridurre il rischio che situazioni analoghe possano ripetersi.
L’aggressione ai tre capi stazione riporta quindi al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale ferroviario, sul quale la FIT CISL Umbria chiede interventi concreti, un maggiore presidio degli impianti e una valutazione delle criticità che non sia basata esclusivamente sul numero delle denunce formalmente presentate.

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