36enne a processo per adescamento di un minore oltre 350 messaggi e foto inviati a un 15enne
36enne a processo – Un individuo di 36 anni è attualmente sotto processo a Perugia, accusato di aver tentato di sedurre un adolescente di 15 anni. L’uomo è ritenuto colpevole di adescamento di minori e pornografia minorile dal pubblico ministero della Procura. L’udienza preliminare è prevista per oggi davanti al giudice Emma Avella del tribunale di Perugia.
I fatti si sono svolti tra Santa Maria degli Angeli e Bastia Umbra da marzo a giugno 2022. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di sedurre il ragazzo nel 2022, inviandogli 353 messaggi di testo e chiamandolo 59 volte. Inoltre, avrebbe inviato foto intime, proposte indecenti e mentito sulla sua età, affermando inizialmente di avere 17 anni, poi 19, poi 22 e infine 32. La difesa, rappresentata dall’avvocato Guido Bacino, intende concentrarsi su vari aspetti, tra cui il numero di messaggi di testo e chiamate ricevute dall’imputato dall’utenza telefonica della vittima.
I dati, secondo quanto scrive Enzo Beretta su Il Messaggero di oggi, recentemente resi noti dalla polizia postale dell’Umbria evidenziano che l’adescamento di minori online è un problema attuale e complesso. Nonostante un lieve calo dei casi trattati, nell’anno appena trascorso si è riscontrato il coinvolgimento di minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Anche per quanto riguarda la lotta alla pedopornografia online, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Umbria conferma una tendenza positiva, con una diminuzione evidente dei casi trattati nel corso del 2023.
Tuttavia, il livello di attenzione rimane elevato, poiché il rischio per bambini e preadolescenti di essere oggetto di attenzioni sessuali da parte di adulti mentre navigano nel web non sembra diminuire. Dal monitoraggio continuo della Rete da parte della polizia postale, sono emersi 404 siti i cui contenuti potevano esporre foto e video a sfondo sessuale realizzati con l’utilizzo di minori di 18 anni.
Un altro aspetto importante è quello del cyberbullismo. Nonostante le paure e i racconti di situazioni da tenere d’occhio anche a dieci anni, non si riscontra un aumento del numero di indagini. Gli esperti dell’ufficio diretto da Michela Sambuchi sottolineano l’importanza della prevenzione nelle scuole, ma ritengono che l’assenza di segnalazioni possa essere causata dal fenomeno dell’undereporting, da parte delle vittime o dei genitori coinvolti in episodi di cyberbullismo. A Perugia, invece, sono in aumento i reati relativi a stalking e revenge porn, con un aumento del 12,12% dei reati contro la persona perpetrati online come stalking, revenge porn o minacce, e un aumento del 64% degli indagati rispetto al 2022.

Commenta per primo