Bilancio sociale 2024, Corte e Procura unite per la giustizia

Bilancio sociale 2024, Corte e Procura unite per la giustizia

Trasparenza e innovazione guidano il lavoro degli uffici umbri

Perugia, 10 novembre 2025 – La Corte d’Appello e la Procura Generale di Perugia hanno presentato il Bilancio Sociale 2024, confermando per il terzo anno consecutivo la volontà di rendere conto in modo chiaro e condiviso delle attività svolte e dei risultati raggiunti. Un impegno che va oltre la mera rendicontazione, trasformandosi in un vero strumento di dialogo con i cittadini e con le istituzioni del territorio, come riporta il comunicato della Corte d’Appello di Perugia, Procura Generale della Repubblica di Perugia.

Il documento, redatto congiuntamente dai due uffici apicali del Distretto, testimonia la scelta di proseguire in un percorso di collaborazione istituzionale, pur nel rispetto delle diverse competenze. La convinzione è che solo attraverso la cooperazione si possa garantire una giustizia “giusta”, capace di rispondere alle esigenze della comunità. Il Bilancio Sociale non si limita a descrivere risorse e attività, ma rappresenta un momento di autoanalisi e monitoraggio, utile a individuare eventuali azioni correttive e a migliorare la qualità del servizio. I dati illustrati riguardano l’organizzazione interna, l’accesso alla giustizia, i tempi di gestione delle pratiche, la formazione, l’innovazione tecnologica e la tutela dei diritti fondamentali.

Risultati della Corte d’Appello
Particolare attenzione è stata riservata al PNRR e agli obiettivi europei di riduzione dell’arretrato civile. A dicembre 2024 la Corte ha registrato un abbattimento pari all’89,2%, avvicinandosi con oltre un anno di anticipo al traguardo del 90% fissato per giugno 2026. I procedimenti civili pendenti sono scesi da 2105 nel 2022 a 1657 nel 2024, con una riduzione del 21,3%. Sul fronte della digitalizzazione, l’Ufficio ha completato la dematerializzazione di 6023 fascicoli civili e del lavoro, rispettando pienamente le scadenze del PNRR. Importante anche la performance nell’evasione delle istanze di equo indennizzo ex lege Pinto: nel 2024 sono stati liquidati oltre 2,1 milioni di euro, con un incremento di circa 900.000 euro rispetto all’anno precedente. La Corte ha inoltre rafforzato le partnership con enti e amministrazioni locali. Nel 2024 è stata aggiornata la Carta dei Servizi del minore, frutto del Tavolo integrato su famiglia e minori, attivo dal 2016. Sempre nello stesso anno è stato rinnovato il Protocollo d’Intesa con le Aziende Sanitarie e l’Università di Perugia per la valutazione di persone sospettate di abuso di sostanze, e sottoscritto un nuovo accordo con la Regione per il trattamento di autori di reato affetti da problemi di salute mentale. Un ulteriore passo avanti è stato l’istituzione della Segreteria della Formazione Decentrata, a supporto dei magistrati formatori per l’organizzazione di tirocini ed eventi formativi.

Innovazioni della Procura Generale
Il 2024 ha segnato anche un anno di svolta per la Procura Generale, che ha puntato sull’innovazione tecnologica e sull’intelligenza artificiale. Tra i progetti più significativi figura la versione Beta di un software per la redazione del Mandato di Arresto Europeo, capace di ridurre i tempi di gestione delle pratiche. Nonostante i progressi, permangono criticità legate agli applicativi ministeriali e alla connessione internet, con rallentamenti che incidono sull’operatività quotidiana. Da qui la richiesta di un’assistenza informatica dedicata e l’attesa per l’attivazione della rete WiFi interna. Il Bilancio Sociale dedica inoltre spazio alle spese di giustizia e di funzionamento, elementi centrali per comprendere l’efficienza degli uffici.

Un impegno condiviso
La presentazione del Bilancio Sociale 2024 conferma la volontà della Corte d’Appello e della Procura Generale di Perugia di proseguire in un percorso comune, fondato su trasparenza, responsabilità e innovazione. I risultati raggiunti dimostrano che la cooperazione istituzionale è la chiave per garantire un servizio giustizia di qualità, capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro. Il documento restituisce ai cittadini il senso profondo del lavoro quotidiano svolto all’interno di due snodi cruciali del sistema giudiziario, rafforzando la fiducia nelle istituzioni e riaffermando il valore della giustizia come bene comune.

La Procura Generale e la Corte d’Appello di Perugia confermano un impegno condiviso e continuativo: rendere trasparente il proprio operato e restituire ai cittadini un quadro chiaro di ciò che accade dentro due snodi essenziali della giustizia umbra. Il Bilancio Sociale 2024, frutto di una redazione congiunta, non è un esercizio formale, ma uno strumento di responsabilità pubblica che mostra processi, risultati, criticità e azioni correttive. L’idea al centro è semplice e ambiziosa: una giustizia “giusta” si costruisce con cooperazione leale, efficienza misurabile e capacità di innovare, nel rispetto delle competenze di ciascun ufficio e con uno sguardo costante alle esigenze del territorio.

Spese di giustizia e quadro delle risorse
Le Procure Generali non dispongono di autonomia di bilancio: operano con risorse stanziate annualmente dal Ministero della Giustizia, articolate in due capitoli distinti. Dentro questo perimetro economico, la Procura Generale di Perugia gestisce le spese di giustizia per sé e per gli uffici requirenti del Distretto (Perugia, Terni, Spoleto e Procura per i Minorenni), coprendo costi che vanno dalle intercettazioni telefoniche ai compensi per consulenti tecnici, interpreti e professionisti esterni. L’ultimo esercizio ha fatto registrare una riduzione significativa in più voci: intercettazioni in calo netto, indennità dei viceprocuratori onorari in diminuzione, contrazione degli incarichi per consulenze e interpretariato. In controtendenza, un lieve incremento riguarda il noleggio degli apparati per l’attività di intercettazione, segnale di un adeguamento tecnico che bilancia la riduzione sull’uso complessivo di tali strumenti. Nella dinamica delle spese, si evidenzia un aumento per trasferte e costi straordinari, indice di una maggiore presenza operativa sul territorio e di interventi che richiedono mobilità e coordinamento interistituzionale. A questo si affianca un dato organizzativo di rilievo: i tempi di pagamento ai fornitori per i servizi di intercettazione risultano rapidi e puntuali, con fatture saldate poco oltre il mese dalla emissione. È un indicatore di affidabilità amministrativa che tutela rapporti con soggetti esterni e garantisce continuità a funzioni che si reggono anche su performance finanziarie tempestive.

Spese di funzionamento e gestione interna
Sul versante delle spese di funzionamento della Procura Generale, la tendenza nel triennio 2022–2024 è di crescita complessiva, intorno all’ordine di un incremento a due cifre. Dentro questa progressione, però, le singole voci mostrano traiettorie diverse. Si consolidano nel tempo il Fondo Unico di Amministrazione e i buoni pasto per il personale amministrativo, mentre le missioni del personale e la sorveglianza sanitaria evidenziano oscillazioni marcate, risentendo dei protocolli operativi e di esigenze contingenti. Nel caso della gestione e manutenzione degli automezzi, che riflette ritmi di attività disomogenei e la necessità di adattare la spesa all’effettivo impiego sul campo. Ancora più significativo è il calo della spesa per la carta dei fotoriproduttori: un effetto diretto del rafforzamento dei processi di digitalizzazione, scelta strategica che, oltre a migliorare efficienza e tracciabilità, riduce l’impatto ambientale e i costi indiretti. Nel 2024 debutta anche la voce “Piccola manutenzione beni mobili”, segno di un’attenzione maggiore alla cura del patrimonio strumentale, con interventi mirati che prevengono guasti e disservizi.

Performance operative e controllo di qualità
L’attività dell’Ufficio SDI (Sistema di Indagine) merita uno spazio a sé. Nel corso dell’anno ha confermato un ruolo centrale nelle attività di polizia giudiziaria e nel supporto investigativo, contribuendo in modo concreto a risultati di rilievo, tra cui la cattura di diciannove persone ricercate. Si tratta di un traguardo operativo che parla di coordinamento, tempestività e utilizzo efficace di banche dati e strumenti informativi. A confermare la qualità del lavoro, l’ispezione dell’Ispettorato generale del Ministero della Giustizia si è conclusa con esito pienamente positivo, accompagnato da apprezzamenti per organizzazione e impegno del personale. La visita ispettiva, oltre all’aspetto valutativo, è stata occasione per rimettere a fuoco mappature interne, individuare settori strategici di intervento e selezionare priorità dove concentrare risorse e azioni correttive. È una fotografia aggiornata dell’Ufficio che rafforza la governance e migliora la capacità di pianificazione.

Innovazione tecnologica e criticità infrastrutturali
Il 2024 ha spinto con decisione sull’innovazione. La Procura Generale ha introdotto progetti che integrano l’intelligenza artificiale a supporto delle attività, tra cui la versione beta di un software per la redazione del Mandato di Arresto Europeo. L’obiettivo è ridurre i tempi di gestione delle pratiche, standardizzare alcune fasi di lavorazione e liberare risorse umane per compiti ad alto valore aggiunto. Questo approccio, pur nella consapevolezza della necessità di regole e controlli a livello ministeriale, rappresenta una buona prassi condivisa nel Distretto. Resta, tuttavia, un fronte critico: gli applicativi giudiziari ministeriali non sempre garantiscono stabilità e velocità adeguate, e la connettività interna è soggetta a malfunzionamenti che rallentano operatività e scadenze. La richiesta di un’assistenza informatica dedicata e presente stabilmente negli uffici non è accessoria: serve a intervenire con rapidità, limitare i disservizi e assicurare continuità operativa. In questo quadro, l’attivazione della rete WiFi nella struttura è un passaggio strategico atteso, coerente con la modernizzazione dei processi e con l’evoluzione digitale del sistema giustizia.

PNRR, personale e sostenibilità del servizio
La declinazione territoriale del PNRR ha inciso su organizzazione e obiettivi. Per la Corte d’Appello, gli avanzamenti più visibili riguardano l’abbattimento dell’arretrato civile secondo target europei e la dematerializzazione dei fascicoli civili e lavoro. Questi risultati non sono solo numeri: alleggeriscono la pressione sui tempi di definizione, migliorano l’accesso alla giustizia e permettono di ridisegnare flussi interni più razionali. Dietro le performance, c’è il tema del personale assunto con fondi straordinari. Sia la Corte d’Appello (che ha potuto contare anche su unità UPP) sia la Procura Generale esprimono preoccupazione per la scadenza dei contratti del personale a tempo determinato. Funzionari, tecnici e operatori data entry hanno garantito in questi anni continuità e qualità ai processi amministrativi e giudiziari. Disperdere questo capitale professionale significherebbe rallentare la macchina della giustizia proprio mentre si consolidano le innovazioni. La richiesta è chiara: individuare soluzioni che valorizzino competenze acquisite e assicurino stabilità dove il servizio dipende da specializzazioni non facilmente sostituibili.

Collaborazioni istituzionali e tutela dei diritti
La funzione giudiziaria si rafforza quando costruisce reti. La Corte d’Appello coltiva da tempo partnership con enti e amministrazioni del territorio per migliorare il servizio giustizia in senso ampio. Il Tavolo integrato su famiglia e minori, attivo da anni, nel 2024 ha aggiornato la Carta dei Servizi del minore, offrendo orientamenti condivisi sulla valutazione delle competenze genitoriali nella dimensione socio-sanitaria. Parallelamente, il Protocollo d’Intesa con le Aziende Sanitarie e l’Università di Perugia sulla valutazione delle persone sospettate di abuso o dipendenza da sostanze rafforza la qualità del giudizio con basi tecnico-scientifiche robuste. E ancora, l’accordo con la Regione per l’applicazione di misure di sicurezza e trattamento di autori di reato affetti da problemi di salute mentale costruisce un ponte operativo tra autorità giudiziaria, forze di polizia e servizi sanitari, adottando approcci adeguati e rispettosi della dignità delle persone. La formazione rimane pilastro di qualità. L’istituzione della Segreteria della Formazione Decentrata sostiene i magistrati formatori nell’organizzazione di tirocini ed eventi formativi per magistrati togati e onorari, creando continuità tra sapere, pratica e aggiornamento professionale. L’attenzione all’accesso alla giustizia, ai tempi di gestione delle pratiche e alla tutela dei diritti fondamentali attraversa l’intero Bilancio Sociale. La dimensione misurabile convive con l’aspetto umano del lavoro giudiziario: persone che, ogni giorno, tengono insieme procedure, decisioni complesse e aspettative dei cittadini. Questo documento racconta cosa funziona, dove si migliora, e quali nodi restano da sciogliere.

Gli uffici invitano a consultare il Bilancio Sociale sui siti istituzionali della Corte d’Appello e della Procura Generale. È un modo per avvicinare la cittadinanza, spiegare con chiarezza scelte e risultati, e alimentare un confronto informato.

Il Procuratore Generale
Dott. Sergio Sottani

Il Dirigente Amministrativo
Dott. Alessandro Marchionni

Il Presidente
Dott. Giorgio Barbuto

Il Dirigente Amministrativo
Dott.ssa Valeria Pini

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