Un libro sul “legnaiuolo” campione di sci Zeno Colò sarà presentato domani in regione a Perugia

Un libro sul "legnaiuolo" campione di sci Zeno Colò sarà presentato domani in regione a Perugia

Un libro sul “legnaiuolo” campione di sci Zeno Colò sarà presentato domani in regione a Perugia

elio clero bertoldi

di Elio Clero Bertoldi

PERUGIA – É un vero mito dello sci. Zeno Colò (1920-1993), nato sull’Abetone, nell’Appennino tosco-emiliano, ha vinto i campionati mondiali di discesa libera e quelli di slalom gigante. Questi ultimi ad Aspen, in Colorado, nel 1950. Gli statunitensi lo adoravano come un dio. Due anni dopo, ad Oslo, si impose anche nella discesa libera alle Olimpiadi. Non solo: é stato il detentore del primato mondiale assoluto di velocità, scendendo, sugli sci, alla media di 159,292 km/h.
Di lui si parlerà in maniera approfondita, lunedì prossimo, alle 15.30 nella sala Partecipazione di palazzo Cesaroni, a Perugia. Saranno presenti Donatella Porzi, presidente dell’assemblea regionale dell’Umbria, il giornalista Massimo Angeletti e Davide Novelli, giornalista Rai, che su Colò ha scritto un libro (“La picchiata del falco”, AbsolutelyFree Editore), illustrato per l’occasione. Novelli, responsabile del pugilato per la Rai, ha lavorato nelle agenzie (Op, Ansa) e nei quotidiani (Avvenire, il Mattino, il Giornale di Brescia, il Tempo), prima di arrivare alla Rai-Tv.
Nelle duecento pagine del volume, il giornalista racconta tutto di Zeno: gli esordi, i momenti difficili del periodo di guerra, la gloria raccolta in Europa ed in America, gli ultimi sofferti anni in cui fu colpito da una grave malattia e sottoposto ad intervento chirurgico, la dolorosa fine di questo taglialegna, rimasto sempre fedele a se stesso, alla sua terra, ai suoi principi, ai suoi valori.
Una vita che risulta di per sé un romanzo: per le difficoltà economiche attraversate nella parte conclusiva della sua esistenza lo Stato lo inserì, in forza della legge Bacchelli, tra i beneficiari del fondo a favore delle personalità che hanno dato lustro all’Italia. Insomma: attraverso le difficoltà fino alle stelle e poi, in seguito alla malattia, di nuovo tra le asperità del vivere quotidiano.
L’autore ha rivolto ad un congiunto del grande sciatore la domanda se Zeno fosse stato felice. La risposta é stata tranciante e, al tempo stesso, illuminante: “Poche volte”.
Forse anche per questo motivo Zeno Colò si staglia ancora più grande nella sua figura di montanaro di poche parole, di enorme determinazione e di classe infinita. Ha combattuto, più che gareggiato, contro tutto e contro tutti ed ha segnato a lettere d’oro una stagione dello sci e dello sport italiano. Chapeau!

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